
La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta sull'ispettorato del lavoro sulla base di alcuni esposti presentati da cittadini e lavoratori, mentre decine di lavoratori si ammalano o muoiono sui posti di lavoro per infortuni o respirando solventi e veleni.
Un'indagine che si è aperta anche grazie al nostro compagno Ciro Crescentini, sindacalista e dipendente della Fillea Cgil di Napoli, che due anni fa, denunciò un gravissimo episodio. Una copia di un suo esposto-denuncia indirizzato alla Procura della Repubblica di Napoli ed ai vertici dell'Ispettorato in cui segnalava illegalità in una quindicina di cantieri edili di restauro archeologica, fu ritrovato con tanto di numero di protocollo d'ingresso dell'ufficio dell'ispettorato sulla scrivania del segretario generale della Fillea Cgil di Napoli. Quella copia dell'esposto era fuoriuscito dagli uffici dell'organo di vigilanza ed era stato consegnato da un anonimo(?) ispettore a Luigi Petricciuolo componente della segreteria della Camera del Lavoro di Napoli, responsabile del dipartimento mercato del lavoro. Ciro, chiese alla Cgil ed alla Fillea un'inchiesta. Quell'inchiesta non fu mai aperta. Ciro, decise allora, di prersentare un esposto-denuncia contro l'ispettorato del lavoro di Napoli facendo aprire un fascicolo di indagine. Non l'avesse mai fatto. Dopo mesi di isolamento e di umiliazione, fu licenziato dalla Fillea Cgil dopo che gli era stato offerto un lavoro di 'impiegato d'ordine', un mortificante demansionamento che fu definito 'avvicendamento'. Ciro fu addirittura espulso con la complicità della Cgil nazionale per aver reso pubblico alla stampa quella tremenda ingiustizia.
Il prossimo 27 febbraio presso il tribunale di Napoli è prevista un'altra udienza sul licenziamento di Ciro.
Nel mese di Giugno sarà discusso un altro ricorso presentato da Ciro, quello per mobbing e danno biologico.
La Cgil lasciò solo un suo dipendente, un sindacalista, che denunciò una grave questione morale nella struttura sindacale campana.
La Cgil campana è stata coinvolta nell'ultimo anno da gravi fatti: arresti ed avvisi di garanzia nei confronti di sindacalisti per corruzione e nepotismo. Le inchieste che vedono coinvolti amministratori del Comune di Napoli vedono come protagonisti indirettamente anche dirigenti della Cgil della Campania, basti pensare come sono state lottizzate consulenze, posti di lavoro, appalti e gestiti alcune società miste.
La Guardia di Finanza ha rilevato gravissime accuse nei confronti di alcuni componenti della segreteria regionale.
Oggi si apre una nuova inchiesta. Un'inchiesta che ha contribuito Ciro a far aprire.
La Cgil, così come avvenuto per le altre inchieste ha diffuso il solito comunicato "invitando i magistrati ad accertare la verità" scaricando le responsabilità sul Ministero del Lavoro. La banda di Michele Gravano si dimentica di dire che il compito di coordinare gli ispettori del lavoro in Campania è stato affidato al suo amico e compare di cordata Antonio Bassolino clicca qui La solita tattica di un'organizzazione che si comporta come un muro di gomma. Ma il muro si sta sciogliendo.
L'inchiesta sugli ispettori del lavoro è un nuovo filone d'inchiesta. I magistrati che la conducono sono molti bravi. Noi, se possiamo dare un consiglio, invitiamo la magistratura ad indagare sulle commistioni tra la Cgil e ispettori del lavoro.
Parenti e amici di sindacalisti, commercialisti e ispettori del lavoro dirigono noti studi di consulenze del lavoro e società specializzate 'per la sicurezza sul lavoro'. Si occupano di consulenze, piani di sicurezza antinfortunistica, visite mediche, qualifiche, assunzioni clientelari, sanatorie, transazioni e conciliazioni nei rapporti di lavoro, corsi di formazione finanziati dall'Unione Europea, gli enti bilaterali...
Il patronato Inca, insieme a funzionari dell'Inps e dell'Ispettorato del lavoro fanno affari sulle pratiche di pensioni, contributi ecc ecc
Il passaggio di mano delle 'moderne tangenti' avviene in questo modo..
(Stefania Bontempi)
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