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martedì 7 ottobre 2008

EPIFANI SI CANDIDA A DEPUTATO EUROPEO STRUMENTALIZZANDO I PRECARI



Ma veramente Epifani e compagni credono che siamo fessi? Veramente i vari personaggi ed affaristi che si annidano nel sindacato pensano che noi giovani ci facciamo incantare dalle loro fandonie? Dobbiamo seguirli come pecore contro Berlusconi per combattere la precarietà nel lavoro? E gli accordi che hanno firmato sul "lavoro precario" quando al Governo c'era "l'amico Prodi"? clicca qui
Epifani nel Luglio 2007 firmando l'accordo sul "nuovo welfare" si vantava di aver bloccato il selvaggio aumento ed uso della precarietà.
Questo mirabolante risultato si concretizzava nel fatto che veniva fissato in un massimo di 36 mesi la durata di un contratto a tempo determinato.
Dopo di che il lavoratore doveva essere assunto a tempo indeterminato oppure definitivamente licenziato, e ciò a completa discrezione dell'azienda.
Guglielmino Epifani ha consentito la firma di un altro accordo sulla disciplina della "deroga assistita" che consente di stipulare un ulteriore contratto a tempo determinato per una durata di altri 8 mesi nel caso si sia raggiunto il termine massimo di trentasei mesi di lavoro a tempo determinato tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore.
Così è stato permesso che la durata dei contratti a tempo determinato non è più di 36 mesi (come ci avevano detto in occasione della consultazione) ma di 44 mesi. Già questo mette in serio dubbio la credibilità di un sindacato che si straccia le vesti per fare approvare dai lavoratori un accordo che poi, neppure sei mesi dopo (in sordina) lui stesso modifica (in peggio).
Caro Guglielmino,
Tu che hai legittimato e continui a legittimare affaristi e Boss (vedi la Cgil Campania) di ogni risma che si autodefiniscono "dirigenti sindacali" di gestire il sindacato come una corrente di partito o per fare business, ci credi veramente stupidi? Intendi candidarti alle prossime elezioni europee strumentalizzando i nostri drammi?
Non te lo consentiremo! Ti smaschereremo!!!

giovedì 13 settembre 2007

I FLESSIBILI, LE LEGGI TREU E BIAGI....





Ci sono sindacalisti che in queste ore stanno a Berlino per "studiare" l' evoluzione della legislazione sul lavoro, il libro verde e la Flex-Security ed in Campania teorizzano che è meglio la precarietà che il lavoro nero, difenderanno a spada tratta il protocollo sul Welfare, subito forniranno i dati e le percentuali dei SI che arriveranno dalle assemblee(reali o virtuali?) per far bella figura con i capi....
I figli no. I figli sono pezzi di cuore. I figli vengono scrupolosamente sistemati con il massimo dei livelli professionali nelle Casse e Scuole edili!!
Poi quando ci scappa la morte bianca nel cantiere rilasciano le solite demenziali e ridicole dichiarazioni tanto per mettersi in mostra con il segretario generale regionale e nazionale.
Invece, noi siamo curiosi e modesti. Frequentiamo le persone semplici che soffrono e sono umiliate ogni giorno solo perchè hanno scelto di lavorare per vivere.
Ed ogni tanto ci piace fare..le ricerche!! Ma non abbiamo bisogno di andare a Berlino...
Il peggioramento delle condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro sono causate dalla precarietà e dalla flessibilità, ovvero dalle leggi Biagi e Treu. Lo ha dichiarato l'altra sera in TV Luciano Gallino sociologo ex collaboratore dell'imprenditore Adriano Olivetti.
Noi siamo curiosi e siamo andati a leggere le tabelle dell'Inail, gli studi Eurispes e Ispesl per verificare le dichiarazioni dello studioso torinese....

Apprendistato :
infortuni
2006 n° 26787
2005 n° 26123 incremento +2,5
morti
2006 n° 31 (per il 2006 i dati di questo tipo non sono consolidati)
2005 n° 26

Dipendenti :
infortuni
2006 n° 789.431
2005 n°784.797 incremento +0,6
morti
2006 n° 1.058 (per il 2006 i dati di questo tipo non sono consolidati)
2005 n° 1.012
interinali:
infortuni
2006 n° 16.085
2005 n° 13.528 incremento +18,9
morti
2006 n° 10 (per il 2006 i dati di questo tipo non sono consolidati)
2005 n° 8
Parasubordinati:
infortuni
2006 n° 9003
2005 n° 7556 incremento +19,2
morti
2006 n° 22 (per il 2006 i dati di questo tipo non sono consolidati)
2005 n° 14
Autonomi (partite iva, contratto a progetto):
infortuni
2006 n° 102.777
2005 n° 121.492 incremento -15,4
morti
2006 n° 191 (per il 2006 i dati di questo tipo non sono consolidati)
2005 n° 222
Le leggi Treu e Biagi si sono occupate proprio di quelle tipologie contrattuali (apprendisti, interinali, parasubordinati) su cui il fenomeno degli incidenti ha avuto una recrudescenza significativa in valore assoluto (+ 4598 infortuni) con percentuali di crescita a due cifre e con un saldo di 15 vittime ( 63 vittime contro le 48 del 2005) in più sulle somma delle tre voci (pur in presenza di un ridimensionamento del fenomeno nel suo complesso se si sommano autonomi e dipendenti).
Esattamente quello che afferma il rapporto Eurispes Ispel che riprende i dati e li mette in relazione alle forme contrattuali oggi di moda.
Gli atipici rischiano infortuni, malattie professionali e morti sul lavoro molto più dei lavoratori tradizionali.
In particolare tra i lavoratori temporanei i tassi di mortalità e di infortunio sono almeno due, tre volte superiori a quelli dei lavoratori stabili e permanenti, essendo generalizzata la tendenza ad assegnare a questi ultimi i compiti pericolosi, rischiosi o da prestarsi in ambienti insalubri che il personale regolare dell’impresa di norma rifiuterebbe.
Per la flessibilità che ne connota il modo di lavorare, per le condizioni estremamente individualizzate e slegate da ogni contesto collettivo, gli atipici, secondo l'indagine, sono sottoposti a rischi molto superiori alla norma.
Spesso nel loro caso la legislazione vigente non viene osservata e, venendo a mancare la tutela sindacale, è quasi impossibile denunciare gli abusi e ottenere garanzie per la categoria.
E' una situazione che riguarda più di 6 milioni di lavoratori tra co.co.co, interinali, impiegati a tempo determinato o parziale, apprendisti e giovani in formazione lavoro. E che riguarderà sempre più persone.
Il direttore dell' Ispesl Antonio Moccaldi ha stimato che il costo degli infortuni per questa categoria si avvicinerà all'1% del Pil se entro l'anno gli atipici raggiungeranno la soglia del 30% del totale degli occupati (come ha previsto l'Osservatorio dell' Eurispes).
L' Ispesl - ha aggiunto - ha gia' presentato una proposta di modifica alla 626 e ne presentera' una relativamente ai lavoratori atipici anche per la riforma Biagi''.
In totale, il costo degli infortuni in Italia ammonta a 28 miliardi di euro, il 3% del Pil.
In quattro anni tra i lavoratori atipici (esclusi co.co.co e interinali, per i quali non esistono statistiche nazionali) gli incidenti sul lavoro sono passati da circa 25 mila nel 1997 a oltre 40 mila nel 2000, con un aumento per il part-time dal 4,7% del 1997 al 10,5% nel 2000.
Dalla ricerca Eurispes-Ispesl emerge che, per la sua stessa natura e struttura, il lavoro flessibile comporta un maggior rischio di incidenti e di malattie professionali, benché la frequenza degli infortuni nel lavoro atipico sia estremamente variabile e disomogenea.
Nel lavoro atipico il fattore di rischio infortunistico è legato, pertanto, alla mutata organizzazione del lavoro.
L'indagine sottolinea anche come l’Inail (l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) attribuisca proprio alla maggiore flessibilità il fatto che gli incidenti sul lavoro non diminuiscono, individuando una correlazione tra gli infortuni in ripresa negli ultimi anni e la proliferazione delle aziende individuali.
Secondo l’Inail la flessibilizzazione del lavoro porta a spostare l’attenzione dall’azienda ai singoli lavoratori, sempre più autonomi e da considerarsi individualmente, che divengono quindi inevitabilmente «gestori e beneficiari di una strategia individuale di prevenzione».
Lo studio Eurispes-Ispel evidenzia l'esistenza di "una forte relazione tra precarietà occupazionale e cattive condizioni di lavoro".
Tale relazione "è dovuta in primo luogo a variabili di tipo strutturale - si legge nella ricerca -, ovvero al fatto che i lavori che comportano condizioni di lavoro problematiche sono occupati più spesso da lavoratori con contratti di tipo temporaneo (a termine o interinale); in secondo luogo ad una relazione più diretta tra impiego di tipo precario e cattive condizioni di lavoro". Come dire che, se sei atipico, è più facile che ti assegnino mansioni rischiose dalle quali non hai nemmeno le tutele e prevenzioni dei lavoratori dipendenti.


I CADUTI SUL LAVORO..