
Perchè la magistratura e la Guardia di Finanza non indagano sui conti della Cgil?
La Cgil redige e pubblica annualmente un rendiconto di esercizio?
Cari magistrati e cari amici della Gdf, lo sapete che la Cgil sulla carta si definisce NO PROFIT ed invece svolge attività di natura commerciale?
Perchè la Cgil non rendiconta e pubblicizza la sua situazione finanziaria?
Lo sapete che ogni anno la Cgil raccoglie miliardi di euro tra tesseramenti, attività di servizi e contributi vari? L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), la cassa edile fungono da esattori, trattendendo a favore della Cgil il 3 per cento dell’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti e l’1 per cento della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria per i lavoratori socialmente utili?
È stato calcolato che nel 2006 l’INPS a tale titolo ha versato alla sola CGIL 331 milioni di euro.
Sempre nel 2006 l’INPS, inoltre, ha pagato 90 milioni di euro alla Cgil per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati.
Nello stesso anno la Cgil ha anche incassato dal fisco ulteriori 39 milioni alla CGIL, tramite il Caaf per il contributo di 15,7 euro che ricevono per le dichiarazioni di redditi redatte per i lavoratori in attività.
Vogliamo parlare del rilevante patrimonio immobiliare?
Attualmente la Cgil ha di sua proprietà circa 3000 sedi.
Vogliamo parlare di altre entrate?
Da ultimo ma non per ultimo, va considerata la gestione dei fondi pensione, le quote di servizio delle Casse Edili, l’utilizzo dei fondi europei per la formazione, la rappresentanza sindacale in numerosissimi enti ed amministrazioni, statali e non.
Tra i tanti: nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), nei comitati di indirizzo e vigilanza dei maggiori enti previdenziali, nelle Camere di commercio, nei consigli di amministrazione delle grandi aziende a partecipazione statale.
Discorso a parte è l’ingente ricavato dei patronati che, seppure formalmente autonomi, hanno, come è noto, uno strettissimo collegamento con i sindacati, di cui appaiono dirette emanazioni. Superfluo è poi sottolineare la loro capillare articolazione territoriale che coinvolge direttamente od indirettamente milioni di persone.
La Cgil ha 151 società controllate – che hanno un capitale sociale di 27 milioni di euro – poco meno di tremila dipendenti e un fatturato di 239 milioni di euro.
Un siffatto poderoso apparato, che ha una solida ed articolata architettura finanziaria ed economica, cospicuamente alimentata da un sistema di favore, può ancora essere esentato dall’obbligo di un rendiconto secondo precise e codificate regole di trasparenza e di legalità che si impongono (giustamente) agli altri?
A tal proposito va opportunamente ricordato che in Inghilterra, cui spesso si fa riferimento in tema di libertà sindacali, la legge impone ai sindacati i registri contabili in tutte le transazioni economiche e nel complesso delle loro attività e passività, prevedendo al tempo stesso un valido sistema di controllo di tali registri, della situazione di cassa e di tutte le ricevute e rimesse di pagamento. Un ufficio, inoltre, quello del certification officier, dopo avere ricevuto il rendiconto annuale, può in ogni momento chiedere ad un sindacato o ad un suo ufficio la produzione di documenti ritenuti rilevanti.
In considerazione, quindi della particolare posizione della Cgil , appare quanto mai opportuno, se non necessario, aprire un'inchiesta.
Bisogna controllare la rendicontazione della Cgil e vedrete che verrà fuori la natura commerciale...
Altro che NO PROFIT!!!