sabato 31 gennaio 2009

LA CGIL FIRMERA'...PERCHE' GLI ENTI BILATERALI SON TROPPO PREZIOSI




Un'altra commedia sta recitando la Cgil. Scioperi, assemblee, una manifestazione a Roma in primavera contro la riforma della contrattazione nazionale. Una commedia. Perchè la Cgil alla fine si accoderà e firmerà. Lo ha fatto anche con la legge 30, tant'è vero che ha assunto anche giovani nelle proprie strutture usando...i contratti a progetto!

Il Partito Democratico ha costituito un gruppo composto da Letta, Damiano e Treu.

Non la pensano molto diversamente da Sacconi, Boeri, Cazzola,lo stesso Ichino è bipartisan ed è ossessionato dall'art.18 che vuole eliminare.

Insomma, Epifani sarà costretto alla firma cosi come è stato fatto per gli accordi sul Welfare con il governo Prodi e per l'Alitalia.

Il tutto potrebbe avvenire nel corso dei prossimi due mesi, subito dopo gli scioperi, magari come risposta positiva agli stessi.

Ma il pitone CGIL dovrà inghiottire il prodotto più indigesto della storia sociale italiana: un prodotto che sostanzialmente trasforma il Sindacato, come ha detto Sacconi, da conflittuale a collaborativo.

Si sta creando la base materiale di questa trasformazione con il maggiore peso attribuito agli enti bilaterali che hanno dato vita già ad una burocrazia bipartisan e una cultura nuova (!?!)

Uno dei punti peggiori dell'imbroglio chiamato riforma dei contratti, è la possibilità di derogare su punti del contratto nazionale (punto 16,pag.5/6).(clicca)

Cioè, di ritoccare IN PEGGIO i trattamenti economici, gli orari,ecc.ecc. previsti dal contratto nazionale di lavoro.

Testualmente: "...le specifiche intese potranno definireapposite procedure, modalità e condizioni per modificare,in tutto o in parte, anche in via sperimentale etemporanea, singoli istituti economici o normativi deicontratti collettivi nazionali di lavoro di categoria....."

Nei fatti , non ci sarebbe più un minimo contrattuale unico per tutti.

Con questa possibilità di deroga prevista al secondo livello di contrattazione (quello territoriale o aziendale,che adesso è migliorativo,potendo aggiugere altri soldi e indennità) non ci sarebbe più la certezza per chi lavora di avere i minimi del contratto nazionale, a seconda del territorio o dell'azienda dove lavora.

L'effetto dirompente sarà un impoverimento dei lavoratori delle zone più povere,o delle aziende in crisi o dei settori poveri ma questa possibilità sarà usata anche per i lavoratori di zone o di categorie più ricche(!).

Inoltre,aumenterà la divisione fra chi lavora, frammentando i trattamenti e quindi scoraggiando l'unità nel caso di scioperi o di rivendicazioni locali,punto politico molto importante per le aziende.

Con la scusa della crisi,stanno preparando il dopocrisi,che è la precarietà permanente per tutti e per sempre

Dato che l'aumento della benzina /gasolio e del gas per riscaldamento è colpa degli sceicchi arabi o degli speculatori della finanza , ai lavoratori non vanno rimborsati questi aumenti del costo della vita.....
Alcune malelingue dicono che a far cambiare opinione alla Cgil, saranno i fondi promessi per gli "enti bilaterali",meccanismo perverso di cui parleremo presto più diffusamente.

venerdì 23 gennaio 2009

LA MAGISTRATURA ED IL PREFETTO TUTELANO LA SALUTE DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI.LA CGIL CAMPANIA, COME SEMPRE TUTELA 'O SISTEMA




A cinquecento metri dalla sede della Cgil della Campania, da mesi una decina di cantieri edili aperti nella stazione ferroviaria hanno operato senza rispettare i diritti dei lavoratori. Due operai sono morti per infortunio sul lavoro. Dove stavano i sindacalisti degli edili e dei trasporti? Dove stavano gli ispettori? Avete visto le foto pubblicate sul Mattino? Meno male che il Prefetto di Napoli ha mandato la task force e ha fatto sequestrare i cantieri. La Cgil e la Fillea della Campania si congratulano e si mostrano inflessibili. E giusto chiudere il cantiere e non ci faremo ricattare dai licenziamenti. Gli operai del cantiere sequestrato vadano in cig hanno detto alla stampa la Banda di Gravano che non ha spiegato, però, perchè quel cantiere della Ferrovia non è mai stato segnalato.Più avanti, a circa un chilometro di distanza, un bravissimo magistrato Aldo De Chiara, sequestra i cantieri del Metrò per tutelare l'incolumità dei cittadini. I palazzi sono stati lesionati e rischiano di crollare. Cosa fa la Cgil e la Fillea Cgil? Difendono l'azienda, il sindaco, Bassolino, i fondi europei e attaccano la magistratura perchè sono in pericolo i posti di lavoro. La cig? Non se ne parla proprio. Quei cittadini dei palazzi lesionati...strumentalizzano, sono nemici, sono una cordata...antibassoliniana. Eh già, gli interessi vanno tutelati, e la Banda di Gravano ha troppi interessi con i padroni della Metropolitana...
Ma quando arresteranno il Boss Gravano ed i suoi gregari?
(Stefania Bontempi)

giovedì 15 gennaio 2009

CGIL CAMPANIA E ISPETTORATI DEL LAVORO, UN COMITATO D'AFFARI. INDAGA LA PROCURA DI NAPOLI



La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta sull'ispettorato del lavoro sulla base di alcuni esposti presentati da cittadini e lavoratori, mentre decine di lavoratori si ammalano o muoiono sui posti di lavoro per infortuni o respirando solventi e veleni.
Un'indagine che si è aperta anche grazie al nostro compagno Ciro Crescentini, sindacalista e dipendente della Fillea Cgil di Napoli, che due anni fa, denunciò un gravissimo episodio. Una copia di un suo esposto-denuncia indirizzato alla Procura della Repubblica di Napoli ed ai vertici dell'Ispettorato in cui segnalava illegalità in una quindicina di cantieri edili di restauro archeologica, fu ritrovato con tanto di numero di protocollo d'ingresso dell'ufficio dell'ispettorato sulla scrivania del segretario generale della Fillea Cgil di Napoli. Quella copia dell'esposto era fuoriuscito dagli uffici dell'organo di vigilanza ed era stato consegnato da un anonimo(?) ispettore a Luigi Petricciuolo componente della segreteria della Camera del Lavoro di Napoli, responsabile del dipartimento mercato del lavoro. Ciro, chiese alla Cgil ed alla Fillea un'inchiesta. Quell'inchiesta non fu mai aperta. Ciro, decise allora, di prersentare un esposto-denuncia contro l'ispettorato del lavoro di Napoli facendo aprire un fascicolo di indagine. Non l'avesse mai fatto. Dopo mesi di isolamento e di umiliazione, fu licenziato dalla Fillea Cgil dopo che gli era stato offerto un lavoro di 'impiegato d'ordine', un mortificante demansionamento che fu definito 'avvicendamento'. Ciro fu addirittura espulso con la complicità della Cgil nazionale per aver reso pubblico alla stampa quella tremenda ingiustizia.
Il prossimo 27 febbraio presso il tribunale di Napoli è prevista un'altra udienza sul licenziamento di Ciro.
Nel mese di Giugno sarà discusso un altro ricorso presentato da Ciro, quello per mobbing e danno biologico.
La Cgil lasciò solo un suo dipendente, un sindacalista, che denunciò una grave questione morale nella struttura sindacale campana.
La Cgil campana è stata coinvolta nell'ultimo anno da gravi fatti: arresti ed avvisi di garanzia nei confronti di sindacalisti per corruzione e nepotismo. Le inchieste che vedono coinvolti amministratori del Comune di Napoli vedono come protagonisti indirettamente anche dirigenti della Cgil della Campania, basti pensare come sono state lottizzate consulenze, posti di lavoro, appalti e gestiti alcune società miste.
La Guardia di Finanza ha rilevato gravissime accuse nei confronti di alcuni componenti della segreteria regionale.
Oggi si apre una nuova inchiesta. Un'inchiesta che ha contribuito Ciro a far aprire.
La Cgil, così come avvenuto per le altre inchieste ha diffuso il solito comunicato "invitando i magistrati ad accertare la verità" scaricando le responsabilità sul Ministero del Lavoro. La banda di Michele Gravano si dimentica di dire che il compito di coordinare gli ispettori del lavoro in Campania è stato affidato al suo amico e compare di cordata Antonio Bassolino clicca qui
La solita tattica di un'organizzazione che si comporta come un muro di gomma. Ma il muro si sta sciogliendo.
L'inchiesta sugli ispettori del lavoro è un nuovo filone d'inchiesta. I magistrati che la conducono sono molti bravi. Noi, se possiamo dare un consiglio, invitiamo la magistratura ad indagare sulle commistioni tra la Cgil e ispettori del lavoro.
Parenti e amici di sindacalisti, commercialisti e ispettori del lavoro dirigono noti studi di consulenze del lavoro e società specializzate 'per la sicurezza sul lavoro'. Si occupano di consulenze, piani di sicurezza antinfortunistica, visite mediche, qualifiche, assunzioni clientelari, sanatorie, transazioni e conciliazioni nei rapporti di lavoro, corsi di formazione finanziati dall'Unione Europea, gli enti bilaterali...
Il patronato Inca, insieme a funzionari dell'Inps e dell'Ispettorato del lavoro fanno affari sulle pratiche di pensioni, contributi ecc ecc
Il passaggio di mano delle 'moderne tangenti' avviene in questo modo..
(Stefania Bontempi)
CLICCA QUI SOTTO PER LEGGERE L'ARTICOLO SUL QUOTIDIANO IL MATTINO DEL 15 GENNAIO 2009

LA PROCURA DELLA REPUBBLICA INDAGA SULL'SPETTORATO DEL LAVORO DI NAPOLI:CORRUZIONE


Blitz della Guardia di Finanza negli uffici dell'ispettorato del lavoro di Napoli. Sono stati notificati decine di avvisi di garanzia ad ispettori del lavoro per avere ammorbidito le relazioni sulla sicurezza in alcuni cantieri edili.
La Procura ha aperto l'indagine a seguito di alcuni esposti presentati, tra cui quello presentato dal nostro compagno Ciro Crescentini, il quale fu licenziato proprio per questi motivi dalla Cgil Campania di Michele Gravano.
La Cgil Campania, la Fillea di Napoli e Guglielmo Epifani si dovrebbero vergognare.
Hanno licenziato un bravissimo sindacalista che denunciava illegalità e corruzione.
I fatti gli stanno dando ragione!!
La notizia è stata riportata con molta evidenza sul quotidiano 'Il Mattino' a pagina 33.
Nelle prossime ore vi aggiorneremo.
(Stefania Bontempi)

mercoledì 7 gennaio 2009

I SILENZI DELLA CGIL CAMPANIA E NAZIONALE



Da quando è scoppiata la tangentopoli napoletana che coinvolge la Romeo Gestioni, il Boss della Cgil della Campania, Michele Gravano e la Cgil nazionale sono rimasti zitti.

Già, immaginiamo il perchè. Hanno paura che Alfredo Romeo parli e riveli per esempio che molti appartamenti di lusso ubicati nei centri storici cittadini o nelle zone residenziali, di proprietà dello Stato, sono stati venduti per qualche migliaia di euro a sindacalisti regionali e nazionali e ai loro familiari e non solo...

Nel frattempo il Boss di Via Torino è corso ai ripari.

Ha lasciato l'incarico nel consiglio di amministrazione della società Borsa Immobiliare di Napoli clicca qui . Ma non gli servirà a niente. La magistratura napoletana ha deciso di indagare sulla Cgil Campania, parte integrante della ragnatela della mafia bassoliniana, nel riciclaggio del denaro e delle tangenti attraverso le fondazioni, le cooperative, i corsi di formazione professionale, fatturazioni e bilanci falsi, le Casse Edili, le associazioni no profit, i convegni e i congressi.

Intanto, il Signor Alfredo Romeo inizia a parlare tirando in ballo la Cgil Campania clicca qui

La giustizia e la verità stanno trionfando...

BUON ANNO!!

S.B



I CADUTI SUL LAVORO..