giovedì 28 giugno 2007

VOGLIAMO UNA CGIL FUORI DAI SEPOLCRI IMBIANCATI...



L’errore piu’ grande o diciamo la peggiore menzogna, come denunciava Steinbeck, non sta tanto nelle bugie che si dicono, ma nelle verita’ che si tacciono.”
(Marcello Marani)

La parentopoli scoppiata nella Fillea Cgil Campania non può essere considerata una casualità. E' in gioco la credibilità e l'immagine del sindacato.
Gli enti bilaterali come le Casse Edili, le Scuole Edili ed i Comitati Paritetici Antinfortunistici non sono di proprietà del Signor Petruzziello o del Signor Sannino.
Sono strutture di assistenza e di solidarietà finanziati dai lavoratori e dalle imprese.
L'80% degli operai e delle imprese non sono iscritti nè ai sindacati nè all'associazione costruttori eppure pagano barzelli e quote di adesione contrattuale.
Le assunzioni devono essere effettuate con trasparenza e legalità.
Ci sono decine di vedove e familiari di operai iscritti alla Cassa Edile che sono senza lavoro ed i necessari mezzi di sostentamento e di prima necessità
Noi vogliamo una Fillea Cgil e una Cgil composta da funzionari, attivisti e militanti liberi, fuori dai sepolcri imbiancati, incapaci di discriminazioni, con gli occhi spalancati sulle ingiustizie del mondo, con ironia bruciante per i falsi poteri.
Il Signor Sannino ed il Signor Petruzziello devono essere immediatamente rimossi dagli incarichi!

domenica 24 giugno 2007

NELLA FILLEA CGIL CAMPANA SCOPPIA LA PARENTOPOLI....



Non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo di amare la legge e’ di obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioe’ quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioe’ quando non sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perche’ siano cambiate”.

(Don Lorenzo Milani)


Nella Cgil della Campania scoppia la parentopoli.
Gli enti bilaterali - finanziati dagli operai e dalle piccole imprese - sono diventati luoghi di spartizione di posti di lavoro e di consulenze.
Alla Cassa Edile di Caserta ed al Comitato Paritetico Antinfortunistico di Caserta sono stati assunti rispettivamente il figlio del segretario generale regionale della Fillea Cgil Vincenzo Petruzziello ed il genero del segretario generale della Fillea Cgil di Napoli Giovanni Sannino. Quest'ultimo è vice presidente della Scuola Edile di Napoli, consigliere di amministrazione della Cassa Edile e del comitato paritetico antinfortunistico di Napoli.
Scelte avallate e concordate con i vertici della Cgil della Campania e non condivise dalla Fillea Cgil e dalla Cgil nazionale.
La Cgil della Campania da tempo avalla e copre il malcostume e la riproduzione di vere e proprie caste.
Consuetudine assai diffusa nella nostra regione quella che esponenti di partito, sindacalisti, presidenti e direttori dei vari Enti a tutti i livelli abbiano parenti nelle poltrone che contano.
La parentopoli napoletana e campana è diffusa in tutti i settori, intere famiglie occupano poltrone che contano.
Nelle interviste fatte a esponenti sindacali e politici essi lasciano intendere che sono semplice casualità.
Sarà...., ma sarà altrettanto un caso che i figli degli operai non riescono mai (anche se bravissimi) a trovare lavoro?
Non vì è dubbio il lavoro è un diritto di tutti, le scorciatoie no... quelle famose scorciatoie destinate a pochi ed avallate dal sistema politico....
E' invece un dovere civile oltreché morale rispettare le regole, quando si viene eletti a ricoprire incarichi politici e sindacali.
Questo blog è nato per spontenea iniziativa di un gruppo di attivisti sindacali stanchi, abberrati e schifati di assistere inermi al moltiplicarsi di caste, di nepotismi, di violazioni delle regole: tutti atti di vera e propria arroganza, avallati dal malcostume italiano.
Siamo studi di vedere decine di militanti, quadri e dirigenti sindacali campani che non facendo parte di questo "sistema sindacale" costretti con pressioni di ogni tipo a dimettersi poiché in realtà rimossi dagli incarichi, delegittimati.
Negli ultimi cinque anni sono stati allontanati con le "buone" o con le "cattive" decine di dirigenti e di militanti della Fillea Cgil di Napoli e della Campania solo perchè si opponevano al "sistema".
Lo stesso "sistema" si appresta a cacciare altre decine di militanti e dirigenti.
La lora colpa? Resistere al "sistema"!
Si devono dimettere i segretari generali coinvolti nella parentopoli degli enti bilaterali!!
Una questione morale che - ci auguriamo - sia motivo di seria riflessione da parte della Cgil nazionale.
Ci dobbiamo rivolgere ad altre istituzioni? Questo blog è pubblico...è letto da centinaia di persone..magari tra di esse..ci sarà pure un Magistrato interessato ad altri casi...chissà..magari si incuriosisce e magari potrebbe cercare di far chiarezza...riflettiamo...riflettiamo...

sabato 23 giugno 2007

SCOPPIA UNA NUOVA PARENTOPOLI ALLE PORTE DI PALERMO....



"Se l'idea di società che abbiamo dentro è un pò meno ignobile, un pò più solidale e felice di quella che stiamo scontando attualmente, non è nostro diritto pretenderla ma è nostro dovere attuarla come se fosse quella e non questa l'Italia in cui viviamo"
(Jack Folla)

(Il Giornale) - 6 giugno 2007 -
Scoppia una nuova «parentopoli» alle porte di Palermo con accuse che vanno dal voto di scambio all’abuso d’ufficio. Sotto inchiesta il primo cittadino Gaetano La Fata, e altre quattordici persone. Secondo i sospetti, avrebbero pilotato le assunzioni nel Consorzio per i rifiuti Palermo 1, nell’amministrazione e anche in un ipermercato cittadino, senza neanche presentare il curriculum.
Nei loro fascicoli personali solo l’annotazione «Fratello di», «Cugino di». Tutti parenti e amici di alcuni amministratori di Carini e di alcuni funzionari comunali, assunti dopo le elezioni del 2005 che decretarono per la seconda volta il successo del centrodestra con la rielezione del sindaco di Forza Italia.
Il sostituto procuratore, Laura Vaccaro, ha notificato 15 avvisi di garanzia, uno dei quali destinato a Orazio Giordano, titolare della società di collocamento privato «Temporary». Nello stesso tempo i carabinieri hanno perquisito anche la sede del municipio sequestrando una gran mole di documenti, fra i quali gli elenchi di un centinaio di persone, aspiranti lavoratori, con l’annotazione di parentele e amicizie......
Ci hanno educato a non porgere il cappello davanti ai potenti. Ci hanno educato a non avere paura.
Questo blog vuole mantenere viva la tensione etica e ripulire un'organizzazione storica come la Fillea Cgil a Napoli ed in Campania.
Basta con le parentopoli ed il malcostume dentro il sindacato.






martedì 19 giugno 2007

COME DALLO SPORCO...IL PULITO



Nutri la speranza come la rosa
Cerca persone pie per innaffiarla
Addomestica il doloreche e’ stato compreso
Usa “attorno” e insieme”come navigatori costanti
Trai da te la forza della tua forza
La luce della tua luce
Come dallo sporco il pulito
dal caos l’ordine
dalla nemesi la rinascita
dalla malattia la salute
La scelta e’ sempre Due:
in basso o verso l’alto
Da soli o con tanti(ma basta uno)
Non ti vivere mai come un vinto
La battaglia,
ogni battaglia
deve sempre incominciare
e quando la corolla delle mani sara’ abbastanza salda
applica la regola eterna
di attingere forza all’infinito.
(Pablo Neruda)

La rete ed il blog sono la metafora di un risveglio che deve partire da ciascuno di noi, di una informazione che si fa dal basso, per contagio e intersizione fra comunità condivise...

domenica 17 giugno 2007

DEDICATO A FRANCO E A TUTTE LE PERSONE ONESTE CHE VOGLIONO ANCORA UN MONDO DIVERSO...



Non ero amato da quelli del villaggio,
ma tutto perche’ non avevo peli sulla lingua,
e affrontavo chi m’insultava
con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire
segreti rancori o rammarichi.
E’ molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano,
che nascose il lupo sotto il mantello,
e si lascio’ divorare, senza un lamento.
E’ piu’ coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso
e combatterlo apertamente, magari per strada,
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sara’ forse un organo ribelle -
ma il silenzio avvelena l’anima.
Mi biasimi chi vuole - io sono contento
.

.
(Edgar Lee Master, Dorcas Gustine da Antologia di Spoon River)

giovedì 7 giugno 2007

Caro Segretario Generale....


"Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini" (Giovanni Falcone)
--
Caro Segretario Generale,
Sappiamo che sei una bella persona. Una persona onesta, sincera, sensibile.
Sappiamo che non ti lasci influenzare da ruffiani, opportunisti ed adulatori.
Sappiamo che odii le lusinghe ed i servilismi.
Sei dotato di grande tensione etica e morale.
Sei un Uomo. Con la "U" maiuscola.
Non sei mai stato un caporale.
Ti chiediamo di intervenire, di assumere con forza una decisione:
Fai pulizia!!
La cupola, la consorteria si augura che tu vada via al più presto.
I "responsabili organizzativi"- del centro e della periferia - non ti digeriscono.
Sono gli stessi che hanno coperto e "coprono" tutt'ora i "generali" regionali e provinciali.
Sono gli stessi che hanno acquisito potere gestendo la cassa e le risorse.
Sono gli stessi che sapevano delle parentopoli che sono nate negli enti bilaterali.
Sono gli stessi che hanno avallato(e voluto) l'allontamento e l'emarginazione di giovani ed onesti sindacalisti che non facevano e non fanno parte della cupola.
Sono gli stessi che stanno facendo terra bruciata di tutti coloro che non hanno scheletri nell'armadio, non sono mai stati autisti di governatori e politici, non hanno mai regalato vino e pastiere per garantirsi trent'anni di cariche regionali nel sindacato di categoria o "conti correnti paralleli" e non hanno amici, parenti, titolari di società di consulenza e di forniture.
Sono gli stessi che avallano agenzie di intermediazione di manodopera gestite da amici e parenti.
Caro segretario generale,
Non sai quanto soffriamo nell'ascoltare questi "caporali", i quali non fanno altro che ridicolizzarti.
Non sai quanta rabbia accumuliamo quando arrivano "i responsabili organizzativi" da Roma che fanno gioco di squadra con le consorterie locali e ti riportano notizie non vere.
Caro Segretario Generale,
non abbandonare la meglio gioventù che ancora esiste nella tua organizzazione.
Una gioventù di quadri, dirigenti, delegati e semplici lavoratori.
Intervieni...
Fai pulizia. Non ci deludere!!
Noi amiamo, ancora, la nostra organizzazione.
Ma, se la cupola continua a riprodursi nostro malgrado saremo costretti a dire "Cade Sansone con tutti i Filistei".
Molti di noi ti conoscono per la tua grande umanità. Quando lottavi con coraggio nei movimenti giovanili per un mondo diverso ricco di valori.
Un sincero saluto.
QUELLI CHE CREDONO ANCORA IN UN MONDO DIVERSO

SIAMO UOMINI O CAPORALI?


(Totò ritratto insieme a Pasolini)

"I grandi spiriti hanno sempre incontrato violenta opposizione da parte delle menti mediocri".
(Albert Einstein)


A proposito di caste, nepotismi, corruzioni e mediocrità galoppanti pubblichiamo un brano del grande Toto’ tratto da “Siamo uomini o caporali?”. Calza proprio a pennello, vero? Buona lettura!

Io divido l’umanita’ in due categorie di persone:
gli uomini ed i caporali.
Gli uomini sono quelli costretti a lavorare come bestie
tutta la vita, nell’ombra di un’esistenza misera.
I caporali sfruttano, offendono, maltrattano, sono esseri
invasati dalla loro bramosia di guadagno.
Caporali sono quelli che vogliono essere capi.
C'è un partito e sono capi,
Cambia il partito e sono capi.
C'è la guerra e sono capi.
C'è la pace e sono capi.
Sempre gli stessi.
Io odio i capi come le dittature,
le botte, la malacreanza, la sciatteria nel vestire,
la villania nel parlare e mangiare,
la mancanza di puntualità, la mancanza di disciplina,
l'adulazione e i ringraziamenti.
Li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando,
spesso senza avere l’autorita’, l’abilita’ e l’intelligenza per
farlo, ma con la sola bravura delle loro facce di bronzo,
pronti a umiliare l’uomo qualunque.
Arrivato alla mia età,
mi accorgo che al mondo di caporali ce ne sono tanti,
ma di uomini pochissimi "
(Totò)

martedì 5 giugno 2007

LA QUESTIONE MORALE...



"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata.
Noi sosteniamo che il consumismo individuale esasperato produce non solo dissipazione di ricchezza e storture produttive, ma anche insoddisfazione, smarrimento, infelicità e che, comunque, la situazione economica dei paesi industializzati - di fronte all'aggravamento del divario, al loro interno, tra zone sviluppate e zone arretrate, e di fronte al risveglio e all'avanzata dei popoli dei paesi ex-coloniali e della loro indipendenza- non consentirà più di assicurare uno sviluppo economico e sociale conservando la "civiltà dei consumi", con tutti i guasti, anche morali, che sono intrinseci ad essa. La diffusione della droga, per esempio, tra i giovani è uno dei segni più gravi di tutto ciò e nessuno se ne dà realmente carico"
( Tratto dalla “La Questione Morale” – intervista di Enrico Berlinguer al direttore di “Repubblica” Eugenio Scalfari – 28 Luglio 1981)

lunedì 4 giugno 2007

DIMENTICATI TRA I RIFIUTI....



Una politica imbarbarita.
Gente che ormai ha la faccia come il culo.
Caste, comitati d’affari e merchant bank.
Un paese allo sbando.
Un mercato che e’ un arcipelago di piccoli interessi.
Un popolo dimenticato tra i rifiuti.
La morte della questione morale.
La Costituzione calpestata ogni giorno, con sempre nuovi boia.
L’uomo ridotto a merce
.



A proposito di caste, familismi e nepotismo, il giornalista Marco Travaglio - durante la trasmissione Anno Zero - ha dedicato una lettera a Paul Wolfowitz. Una lettera che si commenta da sola....
Paul Wolfowitz, messo da Bush come Presidente nella Banca Mondiale recentemente ha suscitato scandalo per aver dato alla sua amante uno scatto promozionale (normalmente per concorso interno) alzandole lo stipendio del 28%, per un totale netto di 193.000 dollari). Wolfowizt doveva essere il moralizzatore delle BM, dopo decenni di sprechi, inefficienze e malaffare. Ora gli 11.000 dipendenti della BM chiedono di rendere pubblici tutti i documenti dello scandalo e invitano subito il presidente alle dimissioni.

Gent.mo dr. Paul Wolfowitz,
mi rivolgo a lei per portarle la solidarieta’ mia e del mio paese per lo spiacevole incidente occorsole nel suo. Ho visto la conferenza stampa in cui lei, sudato e tremante, chiedeva scusa per aver procurato la promozione e l’aumento alla sua amante, la bella tunisina Shaha Riza, manager della Banca Mondiale da lei presieduta. I soliti moralisti protestanti han tirato fuori il codice etico e il conflitto d’interessi. Che paroloni! Lei, dr. Wolfowitz, non ha sbagliato a promuovere la sua donna: lei ha sbagliato paese. Da noi, per dire, i codici etici e i conflitti d’interessi sono caduti in prescrizione da un pezzo.
Per parenti, amici e amanti, si fa di tutto, di piu’. Alla luce del sole, con un certo vanto.
Diceva Longanesi: “Nel tricolore andrebbe scritto: tengo famiglia”.
Da noi è tutto ereditario, dalle cariche alle cattedre: abbiamo persino abolito la tassa di successione. Siamo un paese di mamme, babbi, figli e soprattutto nipoti. Ci scherzava gia’ nel ‘400 il cardinale Enea Silvio Piccolomini, appena divenne papa Pio II: “Quand’ero solo Enea, nessun mi conoscea; ora che sono Pio, tutti mi chiaman zio”.
Se visitasse la Rai, scoprirebbe decine di cognomi famosi, soprattutto politici: De Martino, Andreatta, Berlinguer,Donat-Cattin, Leone,Letta, Mancini, Mancino, Piga, Rauti, Ruffini, Scelba, Squillante, Bernabei, Buttiglione, Cariglia, Sottile, Zanda, Matteoli. Non sono omonimi:sono proprio parenti. Hanno assunto l’autista e l’assistente di Berlusconi, e persino il figlio della segretaria di Gelli. Ma a Mediaset e’ lo stesso.
Poi si faccia un giro in Parlamento. Li’ il seggio è ereditario. Ci sono i figli d’arte. Craxi,quello che voi chiamereste latitante e noi chiamiamo esule, ha lasciato in eredita’ addirittura due seggi: la figlia Stefania deputata di destra, il figlio Bobo sottosegretario a sinistra. Forlani, piu’ modestamente, ha piazzato un solo figlio, Alessandro (Udc). Anche perche’ non ne ha altri. Cossiga ha portato il figlio Giuseppe (FI) e il nipote Piero Testoni (FI). Perche’ i parlamentari non li eleggiamo piu’: li nominano i partiti, con le liste bloccate. E’ molto piu’ pratico. Al Senato e’ arrivato il fratello di Pecoraro Scanio, Marco, che s’era fatto valere come terzino dell’Avellino. Poi c’e’ l’esercito delle mogli, versione italiana delle quote rosa. Alla Camera ora siede la prima moglie di Paolo Berlusconi, Mariella Bocciardo (FI). Al Senato c’e’ la signora Bassolino, Annamaria Carloni. Madama Fassino, Anna Serafini, è deputata per la quinta volta. Il regolamento Ds vietava piu’ di 2 mandati, ma ci hanno aggiunto una parolina: “consecutivi”. Lei aveva saltato un turno, ed e’ rientrata. Pasquino li chiama “ricongiungimenti familiari in Parlamento”.
Ma il piu’ devoto ai sacri valori della famiglia e’ Clemente Mastella. La sua signora, Sandra Lonardo, l’ha sistemata alla presidenza del consiglio regionale Campania. Il cognato Pasquale Giuditta invece l’ha fatto eleggere alla Camera. Lui naturalmente e’ il ministro della Giustizia. Ma non e’ vero che si occupi solo dei parenti: l’altroieri ha promosso direttore generale del ministero Gianpiero Nuvoli, un ex forzista passato all’Udeur che aveva proposto di impiccare Borrelli sulla forca. L’uomo giusto per la Giustizia. E, visto che gli piace il patibolo, gli han dato la delega ai diritti umani.
Purtroppo in Parlamento i posti sono limitati: solo 945. E anche al governo: solo 103. Chi resta fuori, si arrangia come puo’. Per esempio sfruttando al massimo i posti di portaborse. Leggere ‘La Casta’, il nuovo libro di Stella e Rizzo, per credere. La senatrice FI Elisabetta Casellati, dopo lunghe selezioni, s’e’ portata alla Camera la figlia Ludovica. Bossi, nemico giurato del clientelismo di Roma ladrona, sistema il fratello Franco e il figlio Riccardo al Parlamento europeo, come assistenti degli on. Salvini e Speroni. I curriculum sono di tutto rispetto: Riccardo e’ studente fuori corso, Franco ha un negozio di autoricambi a Fagnano Olona.
Altri due leghisti si sono scambiati le mogli a Montecitorio: l’on.Ballaman assume come assistente la moglie dell’on. Balocchi, che ricambia ingaggiando la signora Ballaman.
Poi ci sono le cadreghe di sottogoverno: la moglie di Follini, arch. Elisabetta Spitz, e’ nominata dai governi di destra e sinistra direttore dell’agenzia Demanio. Chissa’ la fatica per conservare l’incarico, con quel marito famoso, specie dopo che e’ passato da destra a sinistra.
Poi gli enti locali: altra fabbrica di poltrone mica male. A conduzione famigliare. In Calabria prima la maggioranza di destra, poi quella di sinistra hanno assunto per chiamata diretta oltre 200 parenti, amici e amici degli amici nelle strutture speciali regionali. L’assessore al Lavoro Egidio Masella (Prc) aveva promesso piu’ occupazione: infatti, appena arrivato in assessorato, ha assunto la moglie Lucia. Il governatore Loiero l’ha cacciato, ma poi ha confermato in giunta Pasquale Tripodi (Udeur), 3 cugine assunte al concorsone regionale: chissa’ che brave, per superare quella parentela penalizzante. Lui dove sta? Al Personale, e dove se no?
Alla fine la Regione ha dovuto approvare una legge che vieta di nominare parenti nelle strutture regionali: i politici si son legati le mani, perche’ se le lasciano libere non rispondono delle proprie azioni. Giorni fa Cristiano Di Pietro, consigliere provinciale di Campobasso, e’ stato ricevuto per una riunione sull’energia eolica dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che è pure suo padre. E’ uscito molto soddisfatto. Poi dicono che nelle famiglie non c’e’ dialogo.
E occhio alle Asl: la moglie Fini, Daniela, e’ socia in un paio di cliniche finanziate dalla giunta Storace. Il quale aveva pure nominato direttore generale di un’Asl Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini. Che pero’, dopo le polemiche, s’e’ ritirato.
Nel calcio, fino all’anno scorso, regnava una cupoletta chiamata Gea Word, inventata da Luciano Moggi riunendo tanti figli e figlie di papa’: il suo e quelli del banchiere Geronzi, del citi’ Lippi, dell’on. De Mita, dei bancarottieri Tanzi e Cragnotti. Da quelle parti si faceva le ossa un giovane procuratore in erba, Pellegrino Mastella. Che non e’ omonimo del ministro: e’ proprio suo figlio.
Montanelli, contro il nepotismo, proponeva una soluzione drastica: sterilizzare i vip. Naturalmente non gli diedero retta. Percio’, dr. Wolfowitz, se le andasse male alla Banca Mondiale, si trasferisca in Italia. Avesse fatto le stesse cose qui, a quest’ora sarebbe capo del governo. Minimo, la inviterebbero al congresso Ds e a comprarsi Telecom. Da noi la famiglia viene prima di tutto. Anzi, se si spiccia con l’aereo, arriva giusto in tempo per il Family Day

sabato 2 giugno 2007

UN DIARIO DI PENSIERI PER COMBATTERE LE CASTE...


Povera patria,/schiacciata dagli abusi del potere,/di gente infame/che non sa cos’e’ l’onore./Si credono potenti e mi fa male… (Franco Battiato)

Un caro saluto a tutti. Siamo un gruppo di attivisti ed attiviste sindacali impegnati nel settore delle costruzioni. Siamo impiegati, operai, tecnici. Ogni giorno proviamo sulla nostra pelle il bruciore ed il dolore causati da tante ingiustizie.
Sentiamo il fetore dell'immondizia. Un fetore insopportabile che proviene dai sacchetti non rimossi dalle strade. Ma, ci sono sacchetti che da tempo non si rimuovono dalle stanze dei sindacati. Sacchetti che si riproducono. Una puzza che si sente da tempo.

Stanze che dovrebbero tutelarci, proteggerci dalle ingiustizie e dai torti che subiamo nei luoghi di lavoro. Invece, si sono trasformate in appendici del potere. Si sono riprodotte le caste. Caste che si dividono il potere. Caste che lottizzano. I figli, le nuore, i generi, le mogli dei sindacalisti sono privilegiati quando si effettuano assunzioni in una municipalizzata, alla Cassa Edile, nel Centro di Assistenza Fiscale, nel patronato o al Comitato Paritetico Antinfortunistico. Le famiglie dei lavoratori sono costrette ad ingoiare pur di mettere un piatto a tavola stipendi e lavori precari. Spesso, non solo assorbono le umiliazioni del padrone ma devono subire le ciniche risposte del sindacalista di turno.

Le risorse provenienti dalle quote sindacali sono utilizzate per soddisfare i vizi dei dirigenti: vacanze all'estero(con la scusa dei gemellaggi con i sindacati di altri Paesi), affidamento delle consulenze e delle forniture ai parenti ed agli amici degli amici.
"Tengo famiglia" è ancora il motto idealmente impresso sul nostro tricolore, come affermava già Leo Longanesi?
Sembrerebbe proprio di sì.
"Mi manda papà" resta tuttora il magico passe-partout che assicura lavoro, carriera, privilegi. Il nepotismo vince ancora in Italia. E' presente nei partiti, nei sindacati e nelle professioni.
Il nostro diario è nato per denunciare e combattere le caste ed i tanti nepotismi. Un mattone "selvaggio" di pensieri scagliato contro l'arroganza di individui che se ne fottono altamente dell'etica ed occupano indegnamente associazioni che sono nate per difendere gli "ultimi"....
Perchè vogliamo tornare a vivere in un Paese normale...
I promotori di "Mattone Selvaggio"


I CADUTI SUL LAVORO..