lunedì 16 marzo 2009

DI VITTORIO GIUSEPPE, ETICA E DIGNITA'....


Siamo a Cerignola, la vigilia di Natale del 1920, e a casa di Giuseppe Di Vittorio arriva un cesto-dono offerto dal conte Giuseppe Pavoncelli, proprietario terriero e signorotto del paese, nonché spesso controparte delle locali battaglie sociali del sindacalista pugliese.
Per questo, Di Vittorio lo chiamava “il Principale”.
La missiva motiva il rifiuto sofferto di quel dono, in un’epoca di povertà assoluta per la sua famiglia.
La lettera inedita, fu ritrovata durante un sopralluogo dagli sceneggiatori di “Pane e Libertà”, il film di Rai Uno sul leader sindacale, morto circa cinquant’anni fa. Ed è custodita a Cerignola (Foggia) da “Casa Di Vittorio”, il progetto-contenitore diretto da Giovanni Rinaldi.
La lettera parla da sé. Trasuda etica, dignità e reciproco rispetto tra “signori” d’altri tempi. Si direbbe lontana anni luce dalla realtà odierna.
E soprattutto rivela il raffinato senso politico-diplomatico di Giuseppe Di Vittorio, che con la richiesta finale della “stessa persona”, per il ritiro del dono, in un ideale scorrere al contrario dell’immagine, cerca di cancellare ogni traccia del fatto e di considerarlo come mai accaduto.
(S.B)
Egregio Sig. Preziuso,
in mia assenza, la mia signora ha ricevuto quel po' di ben di Dio che mi ha mandato.
Io apprezzo al sommo grado la gentilezza del pensiero del suo Principale ed il nobile sentimento di disinteressata e superiore cortesia cui si è certamente ispirato.
Ma io sono un uomo politico attivo, un militante.
E si sa che la politica ha delle esigenze crudeli, talvolta brutali anche perché - in gran parte - è fatta di esagerazioni e di insinuazioni, specialmente in un ambiente - come il nostro - ghiotto di pettegolezzi più o meno piccanti.
Io, Lei ed il Principale, siamo convinti della nostra personale onestà ma per la mia situazione politica non basta l'intima coscienza della propria onestà.
E' necessaria - e Lei lo intende - anche l'onestà esteriore. Se sul nulla si sono ricamati pettegolezzi ripugnanti ad ogni coscienza di galantuomo, su d'una cortesia - sia pure nobilissima come quella in parola - si ricamerebbe chi sa che cosa.
Sì che, io, a preventiva tutela della mia dignità politica e del buon nome di Giuseppe Pavoncelli, che stimo moltissimo come galantuomo, come studioso e come laborioso, sono costretto a non accettare il regalo, il cui solo pensiero mi è di pieno gradimento.
Vorrei spiegarmi più lungamente per dimostrarle e convincerla che la mia non è, non vuol essere superbia, ma credo di essere stato già chiaro.
Il resto s'intuisce. Perciò La prego di mandare qualcuno, possibilmente la stessa persona, a ritirare gli oggetti portati.
Ringrazio di cuore Lei ed il Principale e distintamente per gli auguri alla mia Signora.
Dev.mo Giuseppe Di Vittorio

venerdì 6 marzo 2009

LA CGIL CONTINUA A COMPORTARSI PEGGIO DEI PADRONI:UN ALTRO LICENZIAMENTO A CATANIA


Dal sito www.articolo18.it di Luigi Castiglione licenziato dalla Cgil di Pescara riportiamo l'articolo pubblicato sul giornale 'U Cuntu' di Catania sul licenziamento di un dipendente (senza contratto) della Cgil di Catania

Se anche il sindacato si comporta da padrone.
Il sindacato, che di solito difende i lavoratori, a Cata­nia si trova in causa con uno di loro.
Per anni e anni, Giovanni Sapienza ha lavorato alla sede – aprire, chiudire, vigilare, sbrigare prati­che, organizzare – ma senza contratto.
C’è un buco nella legge. Ma approfit­tarne è giusto, per un sindacato? L’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori consi­dera inefficace o nullo il licenziamento quan­do avviene senza giusta causa o giu­stificato motivo.
Eppure la Cgil, la più grande orga­nizzazione dei lavoratori, sem­bra averlo di­menticato. Ciro Crescentini e Luigi Casti­glione, dopo aver lavorato per più di 20 anni nel sindacato, sono stati un bel giorno licen­ziati, ma entrambi si sono ribellati ricorrendo alle vie legali.
Sebbene la Cassazione abbia ritenuto il licenzia­mento di Castiglione ille­gittimo e prete­stuoso, la Cgil si è appellata sostenendo che le organizzazioni sindacali non sono tenute ad applicare l’art.18. Ed è vero, dato che l’art. 4 della legge 108 del 1990 esime dal meccanismo di reintegro i “dato­ri di lavoro non imprenditori che svol­gono senza fini di lucro attività di natura po­litica, sindacale, culturale, di istruzione ovve­ro di religione o di culto”.
A Catania, un onesto lavoratore è al cen­tro di un’altra storia di diritti calpestati da un sin­dacato. Si chiama Giovanni Sapien­za e la sua vicenda è davvero complicata.
Nato a San Cristoforo nel cortile Ariete, Giovanni vive da 25 anni in una piccola abitazione popolare a Librino.
Nell’ ‘85 ha iniziato “a lavorare in nero alla Cgil di Ca­tania svolgendo varie mansioni e anche in­carichi di fiducia per il segretario. ù
"Mi oc­cupavo della manutenzione dell’edificio, ero responsabile dell’apertura e della chiu­sura dei locali e della loro vigilanza, sbri­gavo pratiche esterne e organizzavo persi­no cortei.
Speravo di essere prima o poi re­golarizzato, ma gli anni passavano e io re­stavo senza tutele e prospettive di cambia­mento.
A seguito delle mie continue pres­sioni per la regolarizzazione del rapporto lavorativo e dei 13 anni di oneri contributi­vi, nel 1998 la Confederazione trovò un éscamotage. Venni assunto dalla ditta di pulizie, Alizzi Grazia, poi divenuta Nova­lux, ma solo formalmente! Di fatto avevo le responsabilità di sempre e non mi occu­pavo certo di pulizie".
"Dopo altri cinque anni - continua Sa­pienza - nel settembre 2003 decisi di rifiu­tare lo sti­pendio in segno di protesta.
Il mio vero dato­re di lavoro era la Cgil e vo­levo che la mia situazione lavorativa - spiega Giovanni - di­ventasse chiara senza ditte fantoccio in mez­zo. Così chiesi alla Cgil di rispettare i miei diritti assumendo­mi e coprendo gli anni con­tributivi trascor­si. Da quel momento venni allontanato dai rapporti di fiducia, molti col­leghi non mi parlarono più e fui confinato al centralino, fino a quando nel dicembre 2003 la sostituzione della serratura della porta d’ingresso non mi consentì di entrare.
Capii che la situazione sarebbe precipitata di lì a poco.
E infatti prima delle festività natalizie ricevetti la lettera di licenziamento”. Fallito nel marzo 2004 il tentativo di conci­liazione per mancata comparizione della Cgil, Giovanni decide di rivolgersi alla magi­stratura per difendere i suoi diritti. Le udien­ze si susseguono lenta­mente, dilazionate ed estenuanti.
La Cgil so­stiene che Giovanni “prima del ‘98 era co­nosciuto solo come aspirante at­tivista sinda­cale che frequentava, saltuaria­mente ed occa­sionalmente, i locali della Camera del lavoro della Cgil”.
Tra un’udienza e l’altra almeno sei mesi d’intervallo. “Intanto io cado in depressio­ne e mi rivolgo all’I­stituto d’igiene mentale dove vengo segui­to per due anni dalla dotto­ressa Gulisano.
La mia vita familiare diventa un inferno, incerta e senza prospettive: chi mi assumerebbe, alla mia età? Resto senza lavoro, senza soldi e senza alcuna tutela previdenziale. Le mie figlie sono costrette a cercare lavoro a Firenze e mio figlio si trasferisce a Pistoia. I debiti au­mentano”.
“Ora aspetto l’udienza di aprile, ma io non mollo, continuerò a lottare per i miei dirittii. Voglio essere rias­sunto, voglio riprendere il mio posto di lavo­ro. Devo ritornare a vivere, risalire da questo inferno!”.
Da giornalista sento il bi­sogno di sentire l’altra campana. Mi reco alla Ca­mera del La­voro in Via Crociferi. Nessuno dei dirigenti sembra sapere nulla, qualcuno dice solo che Sapienza lavorava per una ditta di pulizie, nient’altro. Chi è delegato a segui­re il pro­cesso non vuole neppure ricevermi.
( Sonia Giardina redazione 'U CUNTU di Catania)

domenica 1 marzo 2009

LA CGIL DIFENDE I PRECARI?




La Cgil difende i precari? Il gruppo dirigente nazionale e i vari vari personaggi ed affaristi guidano la Cgil (vedi la Campania) continuano a pensare che noi giovani ci facciamo incantare dalle loro fandonie. Mica ci siamo dimenticati gli accordi che Epifani e compari hanno firmato sul "lavoro precario" quando al Governo c'era "l'amico Prodi"? clicca qui
Epifani nel Luglio 2007 firmando l'accordo sul "nuovo welfare" si vantava di aver bloccato il selvaggio aumento ed uso della precarietà.
Questo mirabolante risultato si concretizzava nel fatto che veniva fissato in un massimo di 36 mesi la durata di un contratto a tempo determinato.
Dopo di che il lavoratore doveva essere assunto a tempo indeterminato oppure definitivamente licenziato, e ciò a completa discrezione dell'azienda.
Guglielmino Epifani ha consentito la firma di un altro accordo sulla disciplina della "deroga assistita" che consente di stipulare un ulteriore contratto a tempo determinato per una durata di altri 8 mesi nel caso si sia raggiunto il termine massimo di trentasei mesi di lavoro a tempo determinato tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore.
Così è stato permesso che la durata dei contratti a tempo determinato non è più di 36 mesi (come ci avevano detto in occasione della consultazione) ma di 44 mesi. Già questo mette in serio dubbio la credibilità di un sindacato che si straccia le vesti per fare approvare dai lavoratori un accordo che poi, neppure sei mesi dopo (in sordina) lui stesso modifica (in peggio).


Vogliamo parlare dell'accordo (firmato sempre con l'amico Prodi) che defiscalizzava gli straordinari e innalzava l'età pensionabile?[leggi] o del testo dell'intesa (allegata) che dà la possibilità di "ritoccare" le pensioni ogni tre anni senza un accordo con le parti sociali. [leggi]
In Campania, affaristi e Boss (vedi la Cgil Campania) gestiscono il sindacato come una corrente di partito per fare business o per sistemare parenti.

Caro Epifani,

Veramente pensi che siamo stupidi?


(Stefania Bontempi)


PS/ Vogliamo aggiornare le informazioni per tutti gli amici e i compagni sulla vicenda del ns compagno Ciro Crescentini licenziato dalla Fillea Cgil di Napoli.
Nei prossimi giorni sarà emanato il dispositivo del PRIMO GRADO di sentenza da parte del Tribunale di Napoli.

martedì 17 febbraio 2009

IL VIDEO: ECCO COME PRENDEVANO LE BUSTARELLE GLI ISPETTORI DEL LAVORO...

video che abbiamo diffuso è stato diffuso dalla Guardia di Finanza di Bari riguarda l'inchiesta che vede coinvolti ispettori, commercialisti, consulenti e sindacalisti del caaf.
A Napoli hanno trovato su un conto corrente di un ispettore 700 mila euro. Erano tutte regalie per chiudere entrambi gli occhi. Altri 15 ispettori sono indagati.
A Varese l'altro ieri un altro episodio. Leggete la notizia riportata daVaresenews di venerdì 13/02/09)
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"Somma Lombardo - In azione carabinieri travestiti da operai. Un tecnico della prevenzione ha intascato 1500 euro da un imprenditore che minacciava di multe salate. L'accusa è di concussione Ricatto in cantiere, arrestato funzionario Asl

Funzionario dell’Asl in manette. E’ accaduto a Somma Lombardo, dove un tecnico della prevenzione del lavoro ha cercato di estorcere 1500 euro a un imprenditore edile, promettendo in cambio che non gli avrebbe comminato delle sanzioni. L’uomo, C.C., 50 anni, si è presentato ieri mattina in un cantiere in via Battisti con l’auto dell’Asl. Ha subito specificato di essere un funzionario pubblico, poi ha dato un’occhiata al cantiere, concludendo di aver riscontrato parecchie violazioni. Solo se l’imprenditore gli avesse consegnato 1500 euro, avrebbe potuto chiudere un occhio. Il titolare dell’impresa ha fatto resistenza, ma, stando alla sua denuncia, il funzionario, sicuro di sé, gli ha assicurato che sarebbe tornato il giorno dopo. L’imprenditore si è rivolto ai carabinieri di Gallarate. Sulla scorta del racconto del denunciante, i militari si sono travestiti da operai e, questa mattina, hanno seguito in presa diretta la trattativa. Il medico si è presentato in cantiere e ha mostrato una lista dove aveva segnato tutte le violazioni che, a suo dire, erano presenti tra i ponteggi, facendo un conto totale di 7mila euro di multe. Il titolare, d'accordo con i carabinieri, gli ha consegnato 1.500 euro, fino a quando, pochi secondi dopo lo scambio, i militari sono entrati in azione, lo hanno fermato e arrestato per concussione. Incredibile, la giustificazione che l’uomo ha fornito a caldo. Ha detto di aver sbagliato a prendere i soldi, ma che comunque aveva fatto risparmiare del denaro all’azienda. I carabinieri hanno successivamente perquisito anche l’ufficio del funzionario, che lavora nel presidio Asl di Cardano al campo. Gli inquirenti vogliono capire se ha cercato di ricattare anche altri cantieri con le stesse modalità e per questo invitano eventuali vittime e presentarsi in caserma. E’ stato perquisita anche l’abitazione dell’uomo arrestato, una villa ad Angera. "
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A Napoli, due anni fa un coraggioso sindacalista dipendente della Fillea Cgil è stato prima isolato e poi licenziato dalla Cgil per avere denunciato alla magistratura le illegalità che si compievano all'ispettorato del lavoro

martedì 10 febbraio 2009

NELLA CGIL SI LAVORA IN NERO...



Nella Cgil si lavora in nero e si sfruttano i lavoratori con falsi contratti a progetto. Una restauratrice napoletana lavorava dieci ore al giorno come contrattista a progetto per conto della Fillea di Napoli percependo 300 euro ogni mese. La compagna giustamente ha presentato ricorso alla magistratura. Il 17 novembre è stata fissata la prima udienda.
Noi di 'Mattone Selvaggio' pubblichiamo il contratto dei dipendenti della Cgil, un documento che non è mai stato consegnato ai dipendenti cigiellini. Lo posseggono solo quelli che contano...
Per scaricarvi il contratto cliccate qui
(Stefania Bontempi)

mercoledì 4 febbraio 2009

LA GUARDIA DI FINANZA INDAGHI SULLA CGIL...ALTRO CHE NO PROFIT!!!!




Perchè la magistratura e la Guardia di Finanza non indagano sui conti della Cgil?
La Cgil redige e pubblica annualmente un rendiconto di esercizio?

Cari magistrati e cari amici della Gdf, lo sapete che la Cgil sulla carta si definisce NO PROFIT ed invece svolge attività di natura commerciale?

Perchè la Cgil non rendiconta e pubblicizza la sua situazione finanziaria?

Lo sapete che ogni anno la Cgil raccoglie miliardi di euro tra tesseramenti, attività di servizi e contributi vari? L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), la cassa edile fungono da esattori, trattendendo a favore della Cgil il 3 per cento dell’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti e l’1 per cento della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria per i lavoratori socialmente utili?

È stato calcolato che nel 2006 l’INPS a tale titolo ha versato alla sola CGIL 331 milioni di euro.

Sempre nel 2006 l’INPS, inoltre, ha pagato 90 milioni di euro alla Cgil per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati.

Nello stesso anno la Cgil ha anche incassato dal fisco ulteriori 39 milioni alla CGIL, tramite il Caaf per il contributo di 15,7 euro che ricevono per le dichiarazioni di redditi redatte per i lavoratori in attività.

Vogliamo parlare del rilevante patrimonio immobiliare?

Attualmente la Cgil ha di sua proprietà circa 3000 sedi.
Vogliamo parlare di altre entrate?
Da ultimo ma non per ultimo, va considerata la gestione dei fondi pensione, le quote di servizio delle Casse Edili, l’utilizzo dei fondi europei per la formazione, la rappresentanza sindacale in numerosissimi enti ed amministrazioni, statali e non.
Tra i tanti: nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), nei comitati di indirizzo e vigilanza dei maggiori enti previdenziali, nelle Camere di commercio, nei consigli di amministrazione delle grandi aziende a partecipazione statale.
Discorso a parte è l’ingente ricavato dei patronati che, seppure formalmente autonomi, hanno, come è noto, uno strettissimo collegamento con i sindacati, di cui appaiono dirette emanazioni. Superfluo è poi sottolineare la loro capillare articolazione territoriale che coinvolge direttamente od indirettamente milioni di persone.
La Cgil ha 151 società controllate – che hanno un capitale sociale di 27 milioni di euro – poco meno di tremila dipendenti e un fatturato di 239 milioni di euro.
Un siffatto poderoso apparato, che ha una solida ed articolata architettura finanziaria ed economica, cospicuamente alimentata da un sistema di favore, può ancora essere esentato dall’obbligo di un rendiconto secondo precise e codificate regole di trasparenza e di legalità che si impongono (giustamente) agli altri?
A tal proposito va opportunamente ricordato che in Inghilterra, cui spesso si fa riferimento in tema di libertà sindacali, la legge impone ai sindacati i registri contabili in tutte le transazioni economiche e nel complesso delle loro attività e passività, prevedendo al tempo stesso un valido sistema di controllo di tali registri, della situazione di cassa e di tutte le ricevute e rimesse di pagamento. Un ufficio, inoltre, quello del certification officier, dopo avere ricevuto il rendiconto annuale, può in ogni momento chiedere ad un sindacato o ad un suo ufficio la produzione di documenti ritenuti rilevanti.
In considerazione, quindi della particolare posizione della Cgil , appare quanto mai opportuno, se non necessario, aprire un'inchiesta.
Bisogna controllare la rendicontazione della Cgil e vedrete che verrà fuori la natura commerciale...
Altro che NO PROFIT!!!

sabato 31 gennaio 2009

LA CGIL FIRMERA'...PERCHE' GLI ENTI BILATERALI SON TROPPO PREZIOSI




Un'altra commedia sta recitando la Cgil. Scioperi, assemblee, una manifestazione a Roma in primavera contro la riforma della contrattazione nazionale. Una commedia. Perchè la Cgil alla fine si accoderà e firmerà. Lo ha fatto anche con la legge 30, tant'è vero che ha assunto anche giovani nelle proprie strutture usando...i contratti a progetto!

Il Partito Democratico ha costituito un gruppo composto da Letta, Damiano e Treu.

Non la pensano molto diversamente da Sacconi, Boeri, Cazzola,lo stesso Ichino è bipartisan ed è ossessionato dall'art.18 che vuole eliminare.

Insomma, Epifani sarà costretto alla firma cosi come è stato fatto per gli accordi sul Welfare con il governo Prodi e per l'Alitalia.

Il tutto potrebbe avvenire nel corso dei prossimi due mesi, subito dopo gli scioperi, magari come risposta positiva agli stessi.

Ma il pitone CGIL dovrà inghiottire il prodotto più indigesto della storia sociale italiana: un prodotto che sostanzialmente trasforma il Sindacato, come ha detto Sacconi, da conflittuale a collaborativo.

Si sta creando la base materiale di questa trasformazione con il maggiore peso attribuito agli enti bilaterali che hanno dato vita già ad una burocrazia bipartisan e una cultura nuova (!?!)

Uno dei punti peggiori dell'imbroglio chiamato riforma dei contratti, è la possibilità di derogare su punti del contratto nazionale (punto 16,pag.5/6).(clicca)

Cioè, di ritoccare IN PEGGIO i trattamenti economici, gli orari,ecc.ecc. previsti dal contratto nazionale di lavoro.

Testualmente: "...le specifiche intese potranno definireapposite procedure, modalità e condizioni per modificare,in tutto o in parte, anche in via sperimentale etemporanea, singoli istituti economici o normativi deicontratti collettivi nazionali di lavoro di categoria....."

Nei fatti , non ci sarebbe più un minimo contrattuale unico per tutti.

Con questa possibilità di deroga prevista al secondo livello di contrattazione (quello territoriale o aziendale,che adesso è migliorativo,potendo aggiugere altri soldi e indennità) non ci sarebbe più la certezza per chi lavora di avere i minimi del contratto nazionale, a seconda del territorio o dell'azienda dove lavora.

L'effetto dirompente sarà un impoverimento dei lavoratori delle zone più povere,o delle aziende in crisi o dei settori poveri ma questa possibilità sarà usata anche per i lavoratori di zone o di categorie più ricche(!).

Inoltre,aumenterà la divisione fra chi lavora, frammentando i trattamenti e quindi scoraggiando l'unità nel caso di scioperi o di rivendicazioni locali,punto politico molto importante per le aziende.

Con la scusa della crisi,stanno preparando il dopocrisi,che è la precarietà permanente per tutti e per sempre

Dato che l'aumento della benzina /gasolio e del gas per riscaldamento è colpa degli sceicchi arabi o degli speculatori della finanza , ai lavoratori non vanno rimborsati questi aumenti del costo della vita.....
Alcune malelingue dicono che a far cambiare opinione alla Cgil, saranno i fondi promessi per gli "enti bilaterali",meccanismo perverso di cui parleremo presto più diffusamente.

venerdì 23 gennaio 2009

LA MAGISTRATURA ED IL PREFETTO TUTELANO LA SALUTE DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI.LA CGIL CAMPANIA, COME SEMPRE TUTELA 'O SISTEMA




A cinquecento metri dalla sede della Cgil della Campania, da mesi una decina di cantieri edili aperti nella stazione ferroviaria hanno operato senza rispettare i diritti dei lavoratori. Due operai sono morti per infortunio sul lavoro. Dove stavano i sindacalisti degli edili e dei trasporti? Dove stavano gli ispettori? Avete visto le foto pubblicate sul Mattino? Meno male che il Prefetto di Napoli ha mandato la task force e ha fatto sequestrare i cantieri. La Cgil e la Fillea della Campania si congratulano e si mostrano inflessibili. E giusto chiudere il cantiere e non ci faremo ricattare dai licenziamenti. Gli operai del cantiere sequestrato vadano in cig hanno detto alla stampa la Banda di Gravano che non ha spiegato, però, perchè quel cantiere della Ferrovia non è mai stato segnalato.Più avanti, a circa un chilometro di distanza, un bravissimo magistrato Aldo De Chiara, sequestra i cantieri del Metrò per tutelare l'incolumità dei cittadini. I palazzi sono stati lesionati e rischiano di crollare. Cosa fa la Cgil e la Fillea Cgil? Difendono l'azienda, il sindaco, Bassolino, i fondi europei e attaccano la magistratura perchè sono in pericolo i posti di lavoro. La cig? Non se ne parla proprio. Quei cittadini dei palazzi lesionati...strumentalizzano, sono nemici, sono una cordata...antibassoliniana. Eh già, gli interessi vanno tutelati, e la Banda di Gravano ha troppi interessi con i padroni della Metropolitana...
Ma quando arresteranno il Boss Gravano ed i suoi gregari?
(Stefania Bontempi)

giovedì 15 gennaio 2009

CGIL CAMPANIA E ISPETTORATI DEL LAVORO, UN COMITATO D'AFFARI. INDAGA LA PROCURA DI NAPOLI



La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta sull'ispettorato del lavoro sulla base di alcuni esposti presentati da cittadini e lavoratori, mentre decine di lavoratori si ammalano o muoiono sui posti di lavoro per infortuni o respirando solventi e veleni.
Un'indagine che si è aperta anche grazie al nostro compagno Ciro Crescentini, sindacalista e dipendente della Fillea Cgil di Napoli, che due anni fa, denunciò un gravissimo episodio. Una copia di un suo esposto-denuncia indirizzato alla Procura della Repubblica di Napoli ed ai vertici dell'Ispettorato in cui segnalava illegalità in una quindicina di cantieri edili di restauro archeologica, fu ritrovato con tanto di numero di protocollo d'ingresso dell'ufficio dell'ispettorato sulla scrivania del segretario generale della Fillea Cgil di Napoli. Quella copia dell'esposto era fuoriuscito dagli uffici dell'organo di vigilanza ed era stato consegnato da un anonimo(?) ispettore a Luigi Petricciuolo componente della segreteria della Camera del Lavoro di Napoli, responsabile del dipartimento mercato del lavoro. Ciro, chiese alla Cgil ed alla Fillea un'inchiesta. Quell'inchiesta non fu mai aperta. Ciro, decise allora, di prersentare un esposto-denuncia contro l'ispettorato del lavoro di Napoli facendo aprire un fascicolo di indagine. Non l'avesse mai fatto. Dopo mesi di isolamento e di umiliazione, fu licenziato dalla Fillea Cgil dopo che gli era stato offerto un lavoro di 'impiegato d'ordine', un mortificante demansionamento che fu definito 'avvicendamento'. Ciro fu addirittura espulso con la complicità della Cgil nazionale per aver reso pubblico alla stampa quella tremenda ingiustizia.
Il prossimo 27 febbraio presso il tribunale di Napoli è prevista un'altra udienza sul licenziamento di Ciro.
Nel mese di Giugno sarà discusso un altro ricorso presentato da Ciro, quello per mobbing e danno biologico.
La Cgil lasciò solo un suo dipendente, un sindacalista, che denunciò una grave questione morale nella struttura sindacale campana.
La Cgil campana è stata coinvolta nell'ultimo anno da gravi fatti: arresti ed avvisi di garanzia nei confronti di sindacalisti per corruzione e nepotismo. Le inchieste che vedono coinvolti amministratori del Comune di Napoli vedono come protagonisti indirettamente anche dirigenti della Cgil della Campania, basti pensare come sono state lottizzate consulenze, posti di lavoro, appalti e gestiti alcune società miste.
La Guardia di Finanza ha rilevato gravissime accuse nei confronti di alcuni componenti della segreteria regionale.
Oggi si apre una nuova inchiesta. Un'inchiesta che ha contribuito Ciro a far aprire.
La Cgil, così come avvenuto per le altre inchieste ha diffuso il solito comunicato "invitando i magistrati ad accertare la verità" scaricando le responsabilità sul Ministero del Lavoro. La banda di Michele Gravano si dimentica di dire che il compito di coordinare gli ispettori del lavoro in Campania è stato affidato al suo amico e compare di cordata Antonio Bassolino clicca qui
La solita tattica di un'organizzazione che si comporta come un muro di gomma. Ma il muro si sta sciogliendo.
L'inchiesta sugli ispettori del lavoro è un nuovo filone d'inchiesta. I magistrati che la conducono sono molti bravi. Noi, se possiamo dare un consiglio, invitiamo la magistratura ad indagare sulle commistioni tra la Cgil e ispettori del lavoro.
Parenti e amici di sindacalisti, commercialisti e ispettori del lavoro dirigono noti studi di consulenze del lavoro e società specializzate 'per la sicurezza sul lavoro'. Si occupano di consulenze, piani di sicurezza antinfortunistica, visite mediche, qualifiche, assunzioni clientelari, sanatorie, transazioni e conciliazioni nei rapporti di lavoro, corsi di formazione finanziati dall'Unione Europea, gli enti bilaterali...
Il patronato Inca, insieme a funzionari dell'Inps e dell'Ispettorato del lavoro fanno affari sulle pratiche di pensioni, contributi ecc ecc
Il passaggio di mano delle 'moderne tangenti' avviene in questo modo..
(Stefania Bontempi)
CLICCA QUI SOTTO PER LEGGERE L'ARTICOLO SUL QUOTIDIANO IL MATTINO DEL 15 GENNAIO 2009

LA PROCURA DELLA REPUBBLICA INDAGA SULL'SPETTORATO DEL LAVORO DI NAPOLI:CORRUZIONE


Blitz della Guardia di Finanza negli uffici dell'ispettorato del lavoro di Napoli. Sono stati notificati decine di avvisi di garanzia ad ispettori del lavoro per avere ammorbidito le relazioni sulla sicurezza in alcuni cantieri edili.
La Procura ha aperto l'indagine a seguito di alcuni esposti presentati, tra cui quello presentato dal nostro compagno Ciro Crescentini, il quale fu licenziato proprio per questi motivi dalla Cgil Campania di Michele Gravano.
La Cgil Campania, la Fillea di Napoli e Guglielmo Epifani si dovrebbero vergognare.
Hanno licenziato un bravissimo sindacalista che denunciava illegalità e corruzione.
I fatti gli stanno dando ragione!!
La notizia è stata riportata con molta evidenza sul quotidiano 'Il Mattino' a pagina 33.
Nelle prossime ore vi aggiorneremo.
(Stefania Bontempi)

mercoledì 7 gennaio 2009

I SILENZI DELLA CGIL CAMPANIA E NAZIONALE



Da quando è scoppiata la tangentopoli napoletana che coinvolge la Romeo Gestioni, il Boss della Cgil della Campania, Michele Gravano e la Cgil nazionale sono rimasti zitti.

Già, immaginiamo il perchè. Hanno paura che Alfredo Romeo parli e riveli per esempio che molti appartamenti di lusso ubicati nei centri storici cittadini o nelle zone residenziali, di proprietà dello Stato, sono stati venduti per qualche migliaia di euro a sindacalisti regionali e nazionali e ai loro familiari e non solo...

Nel frattempo il Boss di Via Torino è corso ai ripari.

Ha lasciato l'incarico nel consiglio di amministrazione della società Borsa Immobiliare di Napoli clicca qui . Ma non gli servirà a niente. La magistratura napoletana ha deciso di indagare sulla Cgil Campania, parte integrante della ragnatela della mafia bassoliniana, nel riciclaggio del denaro e delle tangenti attraverso le fondazioni, le cooperative, i corsi di formazione professionale, fatturazioni e bilanci falsi, le Casse Edili, le associazioni no profit, i convegni e i congressi.

Intanto, il Signor Alfredo Romeo inizia a parlare tirando in ballo la Cgil Campania clicca qui

La giustizia e la verità stanno trionfando...

BUON ANNO!!

S.B



I CADUTI SUL LAVORO..