giovedì 15 gennaio 2009

CGIL CAMPANIA E ISPETTORATI DEL LAVORO, UN COMITATO D'AFFARI. INDAGA LA PROCURA DI NAPOLI



La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta sull'ispettorato del lavoro sulla base di alcuni esposti presentati da cittadini e lavoratori, mentre decine di lavoratori si ammalano o muoiono sui posti di lavoro per infortuni o respirando solventi e veleni.
Un'indagine che si è aperta anche grazie al nostro compagno Ciro Crescentini, sindacalista e dipendente della Fillea Cgil di Napoli, che due anni fa, denunciò un gravissimo episodio. Una copia di un suo esposto-denuncia indirizzato alla Procura della Repubblica di Napoli ed ai vertici dell'Ispettorato in cui segnalava illegalità in una quindicina di cantieri edili di restauro archeologica, fu ritrovato con tanto di numero di protocollo d'ingresso dell'ufficio dell'ispettorato sulla scrivania del segretario generale della Fillea Cgil di Napoli. Quella copia dell'esposto era fuoriuscito dagli uffici dell'organo di vigilanza ed era stato consegnato da un anonimo(?) ispettore a Luigi Petricciuolo componente della segreteria della Camera del Lavoro di Napoli, responsabile del dipartimento mercato del lavoro. Ciro, chiese alla Cgil ed alla Fillea un'inchiesta. Quell'inchiesta non fu mai aperta. Ciro, decise allora, di prersentare un esposto-denuncia contro l'ispettorato del lavoro di Napoli facendo aprire un fascicolo di indagine. Non l'avesse mai fatto. Dopo mesi di isolamento e di umiliazione, fu licenziato dalla Fillea Cgil dopo che gli era stato offerto un lavoro di 'impiegato d'ordine', un mortificante demansionamento che fu definito 'avvicendamento'. Ciro fu addirittura espulso con la complicità della Cgil nazionale per aver reso pubblico alla stampa quella tremenda ingiustizia.
Il prossimo 27 febbraio presso il tribunale di Napoli è prevista un'altra udienza sul licenziamento di Ciro.
Nel mese di Giugno sarà discusso un altro ricorso presentato da Ciro, quello per mobbing e danno biologico.
La Cgil lasciò solo un suo dipendente, un sindacalista, che denunciò una grave questione morale nella struttura sindacale campana.
La Cgil campana è stata coinvolta nell'ultimo anno da gravi fatti: arresti ed avvisi di garanzia nei confronti di sindacalisti per corruzione e nepotismo. Le inchieste che vedono coinvolti amministratori del Comune di Napoli vedono come protagonisti indirettamente anche dirigenti della Cgil della Campania, basti pensare come sono state lottizzate consulenze, posti di lavoro, appalti e gestiti alcune società miste.
La Guardia di Finanza ha rilevato gravissime accuse nei confronti di alcuni componenti della segreteria regionale.
Oggi si apre una nuova inchiesta. Un'inchiesta che ha contribuito Ciro a far aprire.
La Cgil, così come avvenuto per le altre inchieste ha diffuso il solito comunicato "invitando i magistrati ad accertare la verità" scaricando le responsabilità sul Ministero del Lavoro. La banda di Michele Gravano si dimentica di dire che il compito di coordinare gli ispettori del lavoro in Campania è stato affidato al suo amico e compare di cordata Antonio Bassolino clicca qui
La solita tattica di un'organizzazione che si comporta come un muro di gomma. Ma il muro si sta sciogliendo.
L'inchiesta sugli ispettori del lavoro è un nuovo filone d'inchiesta. I magistrati che la conducono sono molti bravi. Noi, se possiamo dare un consiglio, invitiamo la magistratura ad indagare sulle commistioni tra la Cgil e ispettori del lavoro.
Parenti e amici di sindacalisti, commercialisti e ispettori del lavoro dirigono noti studi di consulenze del lavoro e società specializzate 'per la sicurezza sul lavoro'. Si occupano di consulenze, piani di sicurezza antinfortunistica, visite mediche, qualifiche, assunzioni clientelari, sanatorie, transazioni e conciliazioni nei rapporti di lavoro, corsi di formazione finanziati dall'Unione Europea, gli enti bilaterali...
Il patronato Inca, insieme a funzionari dell'Inps e dell'Ispettorato del lavoro fanno affari sulle pratiche di pensioni, contributi ecc ecc
Il passaggio di mano delle 'moderne tangenti' avviene in questo modo..
(Stefania Bontempi)
CLICCA QUI SOTTO PER LEGGERE L'ARTICOLO SUL QUOTIDIANO IL MATTINO DEL 15 GENNAIO 2009

31 commenti:

Anonimo ha detto...

A Barletta gli ispettori e i commercialisti sono stati arrestati
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(V.'TANGENTI: CONCUSSIONE E CORRUZIONE...'DELLE 7.10) (ANSA) - BARLETTA, 15 GEN - Riguardano presunte condotte messe in atto per 'ammorbidire' accertamenti e ispezioni sul lavoro i 16 arresti che vengono compiuti stamane da militari della guardia di finanza del comando di Bari e della compagnia di Barletta. Sinora - a quanto si e' saputo - sono state eseguite 15 ordinanze di custodia cautelare (alcune ai domiciliari), emesse dal gip di Trani Roberto Oliveri del Castillo. Sono coinvolti dipendenti dell'ispettorato del lavoro, liberi professionisti, rappresentanti di associazioni di categoria. I militari ora stanno eseguendo una perquisizione nell'ufficio provinciale del lavoro di Bari. Una quarantina in tutto sono le perquisizioni programmate, alcune delle quali ancora in corso, a Bari, Barletta, Trani, Bisceglie, Ruvo di Puglia, Corato, Bitonto, Sannicandro di Bari e Turi. Si stanno compiendo in abitazioni, uffici pubblici, Caf, associazioni di categoria legate al mondo agricolo, studi professionali e imprese

Anonimo ha detto...

Cara Giusy, anch'io mi sono procurata un notizia di agenzia sugli arresti in Puglia. Ha ragione Stefania. Vi è una commistione tra consulenti e ispettori e sindacalisti
Solidarietà per Ciro Crescentini.
Epifani e Gravano vergognatevi.
Sannino come fai a dormire la notte?
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Barletta, 15 gen. (Adnkronos) - E' partita dalla denuncia di un imprenditore, interessato da una ispezione per la violazione di norme sul lavoro nero, che avrebbe ricevuto la richiesta di denaro da funzionari della Direzione Provinciale del Lavoro di Bari per azzerare o ammorbidire gli effetti e le sanzioni derivanti dai controlli, l'inchiesta e l'operazione 'Work Market', condotta dalla Guardia di Finanza di Barletta che ha portato stamane all'alba all'esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare, ordinate dal gip della Procura della Repubblica di Trani. Le accuse sono di concussione, corruzione, rivelazione di segreti di ufficio e altri reati contro la pubblica amministrazione.

Oltre agli ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro, sono coinvolti liberi professionisti (in particolare consulenti del lavoro) e imprenditori del capoluogo e del nord barese e alcuni appartenenti alle Forze dell'Ordine. Cinque persone sono state condotte in carcere, 11 si trovano agli arresti domiciliari. I diversi casi, approfonditi dalla Fiamme Gialle di Barletta, hanno posto in luce la gestione dei poteri conferiti agli ispettori dalla legge che sarebbero stati mercificati e monetizzati, anche grazie al coinvolgimento di figure del mondo professionale (consulenti del lavoro, commercialisti e addetti alle associazioni di categoria). Questi ultimi, secondo quanto accertato, sovente si frappongono tra gli imprenditori che subiscono le ispezioni e gli stessi pubblici ufficiali.

L'indagine trae origine da un'ispezione eseguita durante il mese di agosto 2008 a Canosa di Puglia, nei confronti del titolare di un'impresa che con coraggio e senso civico ha denunciato la richiesta concussiva ricevuta. L'indagine annovera piu' di 24 indagati. La Guardia di Finanza non esclude possibili ulteriori sviluppi grazie anche alla collaborazione che altre vittime e/o imprenditori concussi potrebbero fornire agli inquirenti. Sono stati 120 i finanzieri impegnati questa mattina. Sono tuttora in corso circa 40 perquisizioni, tra abitazioni, uffici pubblici, studi professionali (consulenti del lavoro e dottori commercialisti) e Cc.aa.ff. i centri di assistenza fiscale (a Barletta e Corato) societa' e imprese individuali, riferibili agli indagati ed agli imprenditori convolti.

Anonimo ha detto...

LEGGETE CON ATTENZIONE IL COMUNICATO REDATTO DAL BOSS MICHELE GRAVANO (CAMPANIA) E DAL SUO MAGGIORDOMO GIOVANNI SANNINO...
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La Magistratura vada avanti - conclude la nota - per accertare violazioni e coperture e colpire gli eventuali responsabili. Il Ministero del lavoro faccia la sua parte senza sottrarsi dalle responsabilità per restituire serenità ad una struttura decisiva per garantire il controllo e la trasparenza nelle procedure. Non ci rassegneremo mai ad accettare come fatalità o disattenzione le morti che continuano a verificarsi. E' necessario non abbassare la guardia e aumentare le ispezioni in tutti i luoghi di lavoro
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SI PREOCCUPA DELLA 'SERENITA' DELLA STRUTTURA(L'ISPETTORATO DEL LAVORO) SCARICA TUTTO SUL MINISTERO DEL LAVORO...CHIEDE ALTRI ISPETTORI DEL LAVORO...
QUEL DELINQUENTE DI GRAVANO SI DIMENTICA DI DIRE CHE A DIRIGERE GLI ISPETTORI DEL LAVORO IN CAMPANIA E' IL SUO COMPARE BASSOLINO E IL COMPARIELLO CORRADO GABRIELE.....

Anonimo ha detto...

E' Bassolino il responsabile del coordinamento degli ispettori sul lavoro...leggete questo protocollo d'intesa...GRAVANO E' UN DELINQUENTE CHE MENTE!!
.........................
Il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale
e
Il Presidente della Regione Campania
PREMESSO
-
che l’art. 117, comma 3, della Costituzione nel testo risultante per effetto delle modifiche introdotte con la legge costituzionale n. 3/2001, attribuisce alle Regioni potestà legislativa concorrente in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, riservando la determinazione di principi fondamentali alla legislazione dello Stato;
-
cheil decreto legislativo 626/94, e successive modifiche e integrazioni, ha attribuito alle Regioni, nonché alle Direzioni provinciali del lavoro e ad altri soggetti, compiti di informazione, consulenza e assistenza in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro;
-
che lo stesso decreto ha previsto l’istituzione dei Comitati regionali di coordinamento, presieduti dal Presidente della Giunta regionale con l’obiettivo di realizzare sul territorio l’uniformità degli interventi della pubblica amministrazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e il necessario raccordo con la Commissione consultiva permanente;
-
chel’Accordo sancito nella Conferenza Stato – Regioni nella seduta del 21 dicembre 2000, pone in capo ai Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome il coordinamento regionale delle iniziative rivolte all’informazione, alla formazione, all’assistenza e alla vigilanza dei fenomeni connessi alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed all’emersione del lavoro irregolare;
-
che il Decreto Legislativo n. 124/2004, prevede una organica riforma dei servizi di vigilanza in materia di lavoro, in attuazione della delega legislativa di cui all’art. 8 della legge 14 febbraio 2003, n. 30, con particolare riferimento all’organizzazione complessiva e al coordinamento dell’attività ispettiva, affidata alla Direzione Regionale del Lavoro, di tutti gli organismi competenti in materia di lavoro e legislazione sociale, nonché di quelli impegnati sul territorio in azioni di contrasto al lavoro sommerso e irregolare, per profili diversi da quelli di ordine e sicurezza sociale;
-
che la legge 248/2006 di conversione del decreto legge 223/06 (c.d. decreto Bersani), all’art. 36 bis introduce una serie di misure urgenti, dirette a contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare e a promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro;
-
che la legge 296/2007 (legge finanziaria 2007) introduce nuove disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
PREMESSO altresì
-
chela Regione Campania, nell’ambito dei propri piani di prevenzione e promozione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro, assume come obiettivi generali della propria programmazione di settore l’integrazione delle strategie del sistema dei servizi pubblici territoriali di prevenzione con le politiche delle altre istituzioni competenti in materia di sicurezza e igiene del lavoro e con quelle delle parti sociali;
-
che con delibera di Giunta regionale del 6 agosto 2004, n. 1537, è stato approvato, tra gli altri, un Protocollo d’intesa tra l’Assessorato ai LL.PP., del Lavoro e Formazione professionale, e i Comitati Paritetici Territoriali, che prevede interventi orientati ad assicurare un puntuale rispetto degli obblighi a carico di ciascun soggetto responsabile, allo scopo di garantire elevati livelli di sicurezza negli ambienti di lavoro ed in particolare nei cantieri temporanei e mobili di cui al
D.
Lgs n. 494/96;
CONSIDERATO
-
che gli infortuni sul lavoro, con elevata frequenza di casi mortali e di gravissima invalidità, rappresentano, purtroppo, nella Regione Campania un fenomeno socialmente ed umanamente grave;
-
che tale fenomeno presenta forti interconnessioni con forme di lavoro irregolare e sommerso - di per sé stessi elementi distorsivi per l’economia del mezzogiorno, in conseguenza dell’elevato tasso di evasione contributiva e fiscale - che si accompagnano alla mancata adozione delle misure previste a tutela della salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori sui luoghi di lavoro;
-che l’obiettivo comune è quello di far diminuire sempre più il numero degli infortuni nei luoghi di lavoro;
- cheai fini della garanzia e del rafforzamento della salvaguardia della salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori é necessario promuovere interventi e azioni specifiche per assicurare in Campania un efficace coordinamento sul territorio degli interventi di controllo e vigilanza, cui affiancare azioni mirate di prevenzione e di promozione;
RITENUTO
- opportuno definire con il concorso delle parti sociali regole condivise dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e dalla Regione Campania per l’organizzazione di azioni comuni nel settore della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
Tutto ciò premesso e considerato, stipulano il seguente
Protocollo d’intesa per il coordinamento in Campania
degli interventi in materia di tutela, salute e sicurezza sul lavoro
tra il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e la Regione Campania
Articolo 1 (Oggetto del Protocollo)
Il presente Protocollo disciplina le azioni coordinate del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e della Regione Campania, volte a:
a) formulare un piano annuale di attività comuni e di progetti operativi al fine di assicurare il coordinamento delle diverse competenze pubbliche istituzionali;
b) favorire il raccordo dei dati e delle informazioni tratti dalle banche dati esistenti e/o acquisiti per i rispettivi ruoli e competenze, valutando la possibile implementazione e messa a regime di un software comune ai vari enti, per l’analisi, interpretazione e valutazione in tempo reale dei dati complessivi e delle loro relazioni;
c) intraprendere ogni utile iniziativa nel rispetto delle procedure di legge e di contratto finalizzata al potenziamento degli organici ispettivi, ciascuno per l’ambito di rispettiva competenza;
d) istituire per l’elaborazione, l’attuazione ed il monitoraggio delle fasi attuative di tale programma di collaborazione, un organismo paritetico di coordinamento in ambito regionale e relativo comitato tecnico;
e) predisporre, tenuto conto della più ampia programmazione formativa prevista negli ambiti di rispettiva competenza, azioni/interventi di carattere formativo, assicurando livelli di qualità dell’offerta formativa complessiva, intesa come processo continuativo volto a seguire le modifiche e le innovazioni dei sistemi produttivi.
Articolo 2 (Piano annuale di attività comuni e sistemi informativi)
1.
Le parti concordano sull’opportunità di sviluppare le intese e gli accordi in ambito regionale per il miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
2.
In un’ottica di coordinamento le parti, nel rispetto delle proprie competenze, si impegnano a dare corso alla pianificazione annuale operata in sede di Cabina di regia di cui al successivo articolo 4.
3.
Le azioni coordinate di cui al comma 2, si concretano anche nell’acquisizione, reciproca comunicazione e valutazione congiunta dei flussi informativi disponibili, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali.
4.
Le parti convengono che, al fine di coordinare le attività di vigilanza, si intensifichi lo scambio delle informazioni disponibili, rendendo omogenea la rilevazione e la raccolta dei dati dell’ attività ispettiva con modelli integrati e condivisi.
Articolo 3 (Potenziamento del personale ispettivo)
1.
Le parti ritengono che l’attivazione di forme di coordinamento, ai vari livelli territoriali, dovrebbe condurre ad un uso razionale ed efficiente delle risorse disponibili nelle amministrazioni e negli enti istituzionalmente deputati e ad una tendenziale riduzione delle carenze in termini di risorse umane e strumentali. Le parti convengono tuttavia che la particolare situazione di emergenza presente nel territorio campano imponga interventi di carattere straordinario finalizzati alla copertura delle vacanze in organico.
2.
Leparti, allo scopo di incrementare il numero degli ispettori assegnati sul territorio regionale campano da adibire ad attività di vigilanza, si impegnano ad utilizzare tutti gli istituti di legge e di contratto nel rispetto delle procedure e dei criteri generali previsti dai rispettivi CC.CC.NN.LL.
Articolo 4 (Organismo paritetico di coordinamento)
1.
Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e la Regione Campania concordano, in attesa della emanazione del testo unico per il riassetto normativo e la riforma della salute e sicurezza sul lavoro, sulla opportunità di istituire, per l’intera durata dell’accordo ed in via sperimentale, una Cabina di regia per il coordinamento interistituzionale in Campania degli interventi in materia di tutela, sicurezza e salute sul lavoro.
2.
La Cabina di regia è composta in modo paritetico dal Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale o da un suo delegato, dal Presidente della Regione Campania o da un suo delegato, con segreteria presso la Presidenza della Regione Campania, e ferme restando le competenze degli organismi preposti, svolge i seguenti compiti:
a) conviene, con riferimento al territorio regionale, indirizzi, obiettivi strategici, settori prioritari di intervento, secondo un piano annuale di comuni attività e progetti operativi, nella materia della tutela e sicurezza del lavoro;
b) promuove, con cadenza almeno annuale, le iniziative, comuni a tutti i soggetti ivi rappresentati, mirate all’interscambio di informazioni e all’attività di formazione e informazione;
c) individua le necessità e formula le relative proposte di utilizzo di risorse agli organismi competenti ai fini dell’attuazione di quanto previsto nei precedenti punti a) e b).
3. Ai fini dell’attuazione di quanto previsto al precedente comma lettere a) e b), la Cabina di regia si avvale di un apposito comitato tecnico, di cui determina la composizione.
Articolo 5 (Attività di formazione e informazione preventiva)
1.
Allo scopo di accrescere una diffusa cultura della prevenzione e della sicurezza, le parti concordano sul valore strategico della promozione della cultura e delle campagne di prevenzione.
2.
In tal senso esse si impegnano a programmare, nell’ambito di una strategia coordinata che preveda anche il coinvolgimento delle Parti sociali, interventi finalizzati alla diffusione delle conoscenze delle problematiche della sicurezza e della prevenzione sia nel mondo del lavoro, rivolti in particolare alle piccole e medie imprese, sia in quello delle scuole di ogni grado e nei corsi di formazione professionale, sia nella società civile per migliorare la capacità di lavorare in sicurezza.
3.
Le parti, tenuto conto di quanto previsto nell’art. 1, lett. e), concordano inoltre di sviluppare iniziative congiunte a sostegno della formazione e dell’aggiornamento di quanti sono impegnati nel settore della sicurezza, privilegiando:
a) l’analisi e lo sviluppo di modelli operativi integrati di controllo del territorio;
b) l’aggiornamento professionale nelle materie di interesse comune;
c) l’analisi dei fenomeni e della progettazione degli interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza.
Articolo 6 (Misure sperimentali di razionalizzazione)
1.
Al fine di conferire maggiore incisività ed efficacia all’attività ispettiva svolta dai competenti servizi delle AA.SS.LL. campane e nelle more del potenziamento effettivo degli apparati ispettivi deputati alla vigilanza sui luoghi di lavoro dei Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL, la Regione Campania si impegna entro un mese dalla data della stipula del presente atto ad emanare specifici atti aventi ad oggetto, senza pregiudizio della personalità giuridica pubblica e l’autonomia imprenditoriale delle aziende sanitarie locali e ferma restando l’attuale disciplina sulla organizzazione dei Servizi di Igiene e Medicina del Lavoro (S.I.M.L.) e di Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro (S.P.S.A.L.) dei Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL., la previsione di strutture di coordinamento a carattere provinciale.
2.
La proposta di cui al comma 1 prevede che per la durata del Protocollo e a titolo sperimentale, come modalità operativa il coordinamento con competenza territoriale provinciale dei Servizi S.I.M.L. e S.P.S.A.L. dei Dipartimenti di Prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro viene attribuito al Direttore del Dipartimento di Prevenzione di ogni capoluogo di provincia della Regione Campania.
3.
Il coordinamento anche sulla base del programma annualmente stabilito dalla Cabina di regia di cui all’articolo 4 ha il compito di programmare, monitorare ed individuare le priorità delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro delle A.S.L. provinciali e riferisce ogni semestre i risultati della propria attività all’Assessore Regionale alla Sanità.
Articolo 7 (Disposizioni finali)
1.
Il presente Protocollo ha durata triennale a decorrere dalla data della stipula.
2.
Le parti si impegnano ad incontrarsi sei mesi prima della scadenza del presente Protocollo per discutere l’eventuale rinnovo.
3.
Le parti potranno in qualsiasi momento proporre e concordemente definire modifiche ed integrazioni al presente atto, anche tenuto conto della evoluzione del complessivo quadro normativo di riferimento.
4.
Al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale – Direzione generale per l’attività ispettiva - e alla Regione Campania – Presidenza della Giunta Regionale – spetta concordare ogni determinazione relativa all’interpretazione e all’esecuzione del presente Protocollo.
Napoli, 26 gennaio 2007
Cesare Damiano Antonio Bassolino
Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale Presidente della Regione Campania

Anonimo ha detto...

viva il magistrato Novelli. Viva la guardia di finanza.
Indagate, indagate sui giri di denaro che transitano per la Cgil Campania attraverso consulenze, corsi di formazione professionale, patronato inca, quote di servizio cassas edile..

Anonimo ha detto...

Solidarietà per Ciro Crescentini grande sindacalista della Campania.
La storia ed i fatti confermano le tue denunce.
Ciro sei grande!!

Sabrina

Anonimo ha detto...

Dopo gli arresti degli ispettori del lavoro a Bari e Barletta la Cgil Funzione Pubblica accusa i magistrati di spettacolarizzazione...Leggete questo comunicato. Incredibile!!
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Ispettori del lavoro truffaldini, la Cgil non ci staDoveroso e necesario il lavoro dei magistrati ma non serve la spettacolarizzazione di La Redazione


Ieri, 15 gennaio, nel bel mezzo della mattinata, la Guardia di Finanza ha fatto irruzione negli Uffici dell’Ispettorato del Lavoro, sequestrando una vastità di documenti e, al contempo, sono scattate 16 ordinanze di custodia cautelare, di cui cinque eseguite in carcere e cinque presso il domicilio degli inquisiti.

Questo è l’epilogo di una lunga attività di indagine espletata dalla Polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura di Trani, indagine che si è svolta tra il capoluogo e il nord barese.
Tra gli arrestati si annoverano consulenti, imprenditori, qualche appartenente alle forze dell’ordine e alcuni funzionari dell’Ispettorato del Lavoro.
Premesso che, come Organizzazione sindacale, condanniamo chi profitta del proprio ruolo utilizzandolo per altri fini o. più semplicemente stigmatizziamo chi non compie il proprio dovere, però non si può, solo per pochi elementi che si comportano disonestamente, gettare discredito su tutta una categoria che svolge con scrupolo e coscienza il proprio dovere!

Oltretutto sarebbe opportuno, a nostro parere, evitare la spettacolarizzazione di tali vicende, poiché non fanno che creare deleterio agli operatori che lavorano onestamente ma anche all’ Ente che essi rappresentano, oltre che gettare fango a piene mani sul pubblico impiego, considerato ormai alla stregua di una manica di delinquenti.

Siamo convinti che i responsabili di atti delittuosi vadano puniti adeguatamente, una volta accertatene le responsabilità, ma che tutto dovrebbe svolgersi con la discrezione e il rispetto dovuto alla maggior parte dei dipendenti, che sono persone per bene e non possono essere associati o assimilati a persone e vicende , che rimangono comunque isolate nell’ambito della Pubblica Amministrazione.

Siamo dunque fiduciosi nell’operato della Magistratura e condividiamo l’allontanamento di personaggi che non fanno che contaminare l’immagine della Pubblica Amministrazione e adombrano quella maggioranza di persone che attengono al proprio dovere.

FP Cgil Bari

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Anonimo ha detto...

A Bari sono stati arrestati ispettori del lavoro, consulenti, esponenti del Pd, dirigenti dei Caf. Che commistione. leggete l'articolo sulla cronaca di bari di repubblica
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Tangenti per evitare multe ufficio del lavoro, 16 arresti
In cella anche carabiniere e consigliere provinciale
di Giovanni Di Benedetto
Quasi fosse una prassi. Addirittura un "sistema" ormai "radicato, ramificato e collaudato" che contamina chiunque, anche chi finge di non sapere "per quieto vivere". Una sorta di meccanismo perverso in cui i controllori della legalità si trasformano in un organismo illegale, e i professionisti pagati per far emergere le sacche di lavoro sommerso ricorrono alla consuetudine della "oblazione privata" per ammorbidire i controlli e azzerare le successive eventuali sanzioni.

Di fatto contribuendo a favorire il "nero" e l´illegalità. Secondo i magistrati della procura di Trani esattamente quanto accadeva all´Ispettorato provinciale del lavoro di Bari dove "nessuno sa", scrive il gip Roberto Oliveri Del Castillo nell´ordinanza che ha portato all´arresto di 16 persone, "o, se sa, tace lasciando che i cittadini controllati siano vittime di un sistema di concussioni che va avanti da mesi". Non ci fosse stata infatti la denuncia di "qualche vittima coraggiosa", come l´hanno definita gli investigatori, il cosiddetto "sottobosco affaristico" fatto di funzionari, consulenti e intermediari, avrebbe continuato ad agire indisturbato.

Invece proprio il coraggio del titolare di un autolavaggio di Canosa di Puglia ha fatto emergere altri episodi di corruzione e quello che il pm Michele Ruggiero, titolare dell´inchiesta, ha chiamato "sistema di mercimonio". Bastava pagare dunque per evitare i controlli, era la tangente ad ammorbidire gli ispettori "capaci di ingigantire la gravità dei fatti e l´esosità delle sanzioni", si legge nell´ordinanza, "per giustificare e rendere più allettante la proposta di pagamento della mazzetta". Non dunque dei casi isolati, come si sono sforzati di spiegare gli investigatori ma, da quanto emerge dai verbali, "la sola punta di un iceberg". Un contesto in cui, secondo il gip, si intravedono i lineamenti di un´associazione a delinquere, al momento non contestata.

In carcere sono finiti gli ispettori del lavoro Antonio Volponi, Giovanni Maldera, Giuseppe Gesualdo, Aldo Tangorra e il consulente del lavoro Nicola Spacciante. Ai domiciliari sono finiti il consigliere della provincia di Bari del Pd Salvatore Tupputi, titolare di un Caf (centro assistenza fiscale) a Barletta, l´ispettore del lavoro Angela Lamparelli, gli intermediari Nicola Summo ed Enza Petrizzelli, i consulenti del lavoro Ruggero Amorotti e Giuseppe Siragusa, gli imprenditori Luigi Riefolo, Carlo Stragapede e Francesco Vitucci, e il carabiniere, Diego Guarnaccia, in servizio al Nil di Bari. In tutto 24 gli indagati

Anonimo ha detto...

Cari amici e compagni lettori del blog,
il nostro sito viene letto con attenzione e interesse dalla Guardia di Finanza, dai carabinieri e dalla magistratura.
Ho avuto conferma ieri sera.
E' positivo.
Aiutiamo i magistrati e le forze dell'ordine nel fare pulizia.
inviateci inchieste, commenti e denunce.
Spazziamo via i sindacalisti corrotti dalla Cgil Campania e nelle altri sedi.
Cacciamo via quel camorrista di Gravano.

Anonimo ha detto...

Gravano...non è che l'inizio!!

Anonimo ha detto...

Eh..Eh..
Quel bandito di Michele Gravano, segretario generale della Cgil Campania finge, fa lo gnorro, diffonde comunicati. Si para il culo? Finge indifferenza? Difende il suo compare Bassolino e il compariello Corrado Gabriele?
Delinquente, tra poco la Finanza arriverà nel tuo ufficio. E finalmente potremo goderci - almeno per un giorno - una tua presenza nelle celle di Poggioreale!!

Anonimo ha detto...

Attenzione a chi fa denuncia e la presenta all'Ispettorato del lavoro di Napoli , non fanno il loro dovere , tipo vanno a fare ispezione al denunciato, avvisano dell'accaduto prendono una mancia e vanno via tutto a posto . E capitato a me. sono un'operaia in una fabbrica di scarpe. Gli ispettori del lavoro avevano avvisato l'azienda un minuto dopo la mia denuncia. l'azienda mi ha licenziata.
i sindacalisti?
non ne parliamo proprio. tutti corrotti. il territoriale della filtea cgil di napoli si presentava ogni mese dal mio titolare per ritirare la 'bustarella' ed il pacco a Natale e a pascua

Anonimo ha detto...

Sono un'impiegata c/o una notissima impresa edile di Napoli.Il mio datore di lavoro mi ha raccontato che due ispettori del lavoro si presentarono sui suoi cantieri. Non rilevarono nulla se non delle irregolarità minime per un rapporto di lavoro. Allora, gli ispettori lasciarono un bigliettino da visita del Sig. Petricciuolo della Cgil di Napoli. "Rivolgetevi a lui per una transazione,e dategli un contributo".
LADRI! CGIL LADRI!

Anonimo ha detto...

CISL e UIL spingono con tutte le loro forze affinchè il governo prenda atto delle convergenze che si sono evidenziate sulla riforma del sistema contrattuale tra alcuni sindacati e le associazioni dei datori di lavoro.
Una presa d'atto,preludio alla firma per la riforma della contrattazione collettiva;un accordo che dovrebbe disciplinare la materia almeno per il prossimo decennio.
Non più una contrattazione,anche ma non necessariamente conflittuale,ma una" partecipazione"dei lavoratori a e nell'impresa.
In che modo?
Attraverso lo sviluppo di tavoli bilaterali a livello nazionale,territoriale,aziendale tali che ogni possibilità di controllo da parte del lavoratore verrà meno, in favore di un maggior ruolo e peso della burocrazia sindacale appagata da una maggiore presenza negli enti, nei fondi, ecc.
Una riforma cucita a pennello per tutti i Gravano d'Italia.
UNA RIFORMA DA EVITARE E DA COMBATTERE.

p.s. Bonanni, hai ritrovato i 45 milioni di euro sottratti allo ial-cisl d'Abruzzo?Li hai pagati i docenti e i tirocinanti?
CAMBIA MESTIERE!!

Anonimo ha detto...

Nell'altra inchiesta in Puglia coinvolti ispettori e sindacalisti.
leggete questo articolo pubblicato oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno
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Il retroscena: «quello si rifiuta. Spezzategli le gambe»



TRANI - Perquisizioni, arresti ed un quadro a tinte fosche tracciato negli atti della magistratura tranese hanno segnato il culmine dell’operazione «Work Market»: un particolare mercato del lavoro solo per i portafogli di alcuni. «Un sistema - scrivono i magistrati - perverso e parallelo, concussivo e corruttivo, generalizzato, cosi che un gruppo di ispettori, di controllori della legalità, si trasforma in un organismo illegale che agisce per il suo esclusivo interesse, in quella che si può definire una moderna vendita delle indulgenze: se si paga si può avere un controllo indulgente. Altrimenti, come dice, nel corso di u n’intercettazione telefonica un consulente (il responsabile dell’Eurocaf di Barletta nonché consigliere provinciale Salvatore Tupputi n.d.r.) ad un ispettore (Antonio Angelo Volponi n.d.r.) quando si accorge che il cliente non si vuole piegare alle richieste estorsive ambientali: «Quello si è preso le carte e se ne è andato, procedete a spezzargli le gambe, capito?», con ciò intendendo che la verifica dovrà diventare rigorosissima come rappresaglia per non essersi concluso l’accordo, nel quale i consulenti hanno il loro tornaconto».

«All’Ispettorato provinciale del lavoro di Bari - proseguono i magistrati - nessuno sa o, se sa, tace, lasciando che i cittadini controllati siano vittime di un sistema di concussioni che va avanti da mesi, tra l’altro incrementando un costume di violazione di norme cautelari e previdenziali da cui spesso scaturiscono episodi di danni all’incolumità personale dei lavoratori, se non alla vita stessa. Contesto scoperto solo grazie a qualche vittima coraggiosa che si è rifiutata di subire angherie. Un vero e proprio “sistema di mercimonio” e della funzione pubblica di vigilanza nel settore della tutela del lavoro».

«L’immagine che gli ispettori danno del loro ufficio e della loro funzione - terribilmente desolante: praticamente ogni verifica si trasformava in una messinscena degli ispettori per lucrare denaro - si legge a pag.10 dell’ordinanza di custodia cautelare. E quando non si giungeva apertamente a richiedere al privato il pagamento di una vera e propria tangente (con una spudoratezza degna dei più incalliti criminali), l’operazione veniva abilmente posta a segno per il tramite di intermediari, oscuri faccendieri, consulenti del lavoro, rappresentanti di sindacati di lavoratori». E poi il ruolo del carabiniere del Nucleo ispettivo del lavoro, Die go Guar naccia che «rivelava al consulente del lavoro Spacciante le iniziative adottate nelle attività istituzionali e dal suo comandante”, riferendo, dunque, in anticipo date e luoghi dei controlli affinché il consulente informasse gli imp renditori.

Il gip Oliveri Del Castillo motiva così le esigenze cautelari: «Si profila urgente ed indispensabile per interrompere la serie di reati che avvengono in una vera e propria palude criminogena, quella della funzione pubblica di vigilanza nel settore della tutela del lavoro: un sistema concussivo e corruttivo che sembra inarrestabile, riconducibile ad alcuni pubblici ufficiali della Direzione provinciale del Lavoro di Bari che, nello svolgimento di funzioni ispettive e di vigilanza nel delicato settore di competenza, spesso con l’inter mediazione di spregiudicati professionisti hanno strumentalizzato i rispettivi compiti istituzionali, così frustrando obiettivi e finalità della legislazione a tutela del lavoro. E’ proprio a causa di prassi delittuose del tipo di quelle investigate se il lavoro sommerso continua a restare tale ed impunito».

16/1/2009

Anonimo ha detto...

"La Magistratura vada avanti - conclude la nota - per accertare violazioni e coperture e colpire gli eventuali responsabili. Il Ministero del lavoro faccia la sua parte senza sottrarsi dalle responsabilità per restituire serenità ad una struttura decisiva per garantire il controllo e la trasparenza nelle procedure. Non ci rassegneremo mai ad accettare come fatalità o disattenzione le morti che continuano a verificarsi. E' necessario non abbassare la guardia e aumentare le ispezioni in tutti i luoghi di lavoro".
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E' uno stralcio del comunicato diffuso dalla Cgil Campania. Si parano il culo.
Si dimentica la banda Gravano che il nostro compagno Ciro quando presentava le denunce contro le illegalità nei cantieri era solo. prima di essere licenziato, Sannino (il seg generale della Fillea, quella macchietta di maggiordomo di Gravano) diffuse una circolare interna imponendo che le denunce e i rapporti con gli istituzionali dovevano essere autorizzate da lui... Eh già, Sannino era preoccupato per i suoi amici imprenditori...

Anonimo ha detto...

A Napoli ed in Campania verranno fuori cose da turchi nei rapporti e affari tra ispettori del lavoro e sindacalisti della Cgil.
Per esempio le autorizzazioni sulle casse integrazioni ordinarie che vengono concesse dalle commissioni provinciali Inps, il giro di tangenti sulle pensioni di invalidità e sui sussidi sociali.
Anche sulla cassa integrazione straordinaria e la mobilità sindacalisti, ispettori e consulenti hanno un buon giro d'affari.

Anonimo ha detto...

Ecco la corruzione degli ispettori di Barletta..articolo pubblicato sulla cronaca di Bari di 'Repubblica' di oggi.
A Napoli, l'inchiesta, avrà ulteriori sviluppi nelle prossime ore.
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Mazzette a ispettori, caccia ai complici
e un funzionario si presenta in procura
Prosegue l´indagine della magistratura sul pagamento di tangenti per evitare i controlli degli ispettori del lavoro
di Giovanni Di Benedetto
BARLETTA - In procura a Trani l´hanno già ribattezzata la "fase 2". L´ordine del magistrato Michele Ruggiero, titolare dell´inchiesta sullo scandalo degli ispettori del lavoro corrotti, è stato perentorio: conoscere e smascherare le reti di complicità intorno al collaudato e radicato sistema delle mazzette per ammorbidire i controlli o addirittura azzerare le sanzioni. Le indagini della Guardia di finanza dunque sono tutt´altro che concluse: gli inquirenti hanno ascoltato un funzionario dell´ispettorato del lavoro di Bari che ieri mattina si è presentato spontaneamente a palazzo di Giustizia, top secret però sul contenuto.

La prossima settimana sarà sentito il direttore dell´Ispettorato del lavoro Eustachio Andrisani, e lunedì cominceranno gli interrogatori delle persone arrestate detenute in carcere, e cioè gli ispettori Antonio Volponi, Giovanni Maldera, Giuseppe Gesualdo, Aldo Tangorra e il consulente Nicola Spacciante. A seguire saranno interrogati gli altri indagati ai domiciliari, tra i quali il consigliere provinciale del Pd Salvatore Tupputi, titolare di un Centro assistenza fiscale a Barletta, e il vice brigadiere dei carabinieri, Diego Guarnaccia, in servizio al Nil di Bari. A scoperchiare la pentola del "malaffare" è stata la denuncia del titolare di un autolavaggio di Canosa di Puglia "persuaso" a pagare per evitare "guai peggiori" considerato che aveva operai "a nero".

Le indagini hanno accertato che gli ispettori prendevano mazzette per non irrogare sanzioni. Alle volte erano in denaro, altre erano "presenti", andavano bene anche dei buoni di benzina. Un sistema corrotto che, per il magistrato inquirente, ha creato un grande danno patrimoniale, oltre che di immagine, allo Stato ed alla fiducia che i cittadini devono nutrire negli organi cui sono affidati compiti di controllo. "Chi controlla i controllori?", si sono chiesti i giudici di Trani. Puntando l´indice sui "faccendieri", come li chiama il pm, che corrompono con assoluta naturalezza.

Tra questi anche il carabiniere che avrebbe, secondo l´accusa, "venduto" informazioni riservate al consulente del lavoro Nicola Spacciante dietro la promessa, da parte dello stesso che avrebbe provveduto a fare rimuovere dalla posizione di comando il comandante del nucleo ispettorato del lavoro, il maresciallo Salvatore Bianco. E´ quanto emerge dai verbali e da alcuni passi delle intercettazioni telefoniche.

In una telefonata intercettata, il carabiniere Diego Guarnaccia, rivela al consulente Nicola Spacciante di una ispezione ad un centro commerciale di Triggiano:
GUARNACCIA: «Domani sera in 20 saremo lì».
SPACCIANTE: «E... Peppino ha qualche cosa».
GUARNACCIA: «e va be´ eh».
SPACCIANTE: «Vuoi che l´avviso?».
GUARNACCIA: «Senti, diglielo».
SPACCIANTE: «Va be, va buò».
GUARNACCIA: «Diglielo».
SPACCIANTE: «No io ......(incomprensibile)) non ho problemi.
GUARNACCIA: «No, diglielo perchè saremo 15 più noi 5, per cui...».
SPACCIANTE: «Ah quindi diciamo ha...(incomprensibile)...un esproprio».
GUARNACCIA: «C´è un esposto dove dice proprio il sabato pomeriggio c´è il nero la, per cui in giro...». SPACCIANTE: «Quindi tutti gli ispettori, a parte voi, insomma».
GUARNACCIA: «Saremo 15 più noi 5».
SPACCIANTE: «Venti cristiani, mamma...»
GUARNACCIA: «Eh, bravo, più i carabinieri di Triggiano».
SPACCIANTE: «Della compagnia?».
GUARNACCIA: «Sì...».
(17 gennaio 2009)

Anonimo ha detto...

sono un operaio del rione terra di pozuoli(napoli).ilsignore sannino giovanni che fa il segetario della filea cgl di napoli ha ci fato firmare una carta iniseme all'avocati della mia dita e a abiamo presi poco come conteggi tfr.
sannino e nu mariolo,laddro

Anonimo ha detto...

Libertino, Gravano fra poco si aprirà l'inchiesta sulle assunzioni pilotate all'Anm..

Anonimo ha detto...

ripubblico un'interrogazione parlamentare sul licenziamento di ciro crescentini

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Interrogazione a risposta in Commissione:

BURGIO. - Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che:
Ciro Crescentini ha lavorato per venticinque anni come sindacalista della Fillea-Cgil di Napoli;
il 24 settembre scorso la Fillea ha comunicato a Crescentini la decisione, non motivata né argomentata, di rescindere il suo contratto di lavoro;
Crescentini ritiene che all'origine del suo licenziamento vi sia una denuncia, da lui presentata nel novembre 2006 presso l'Ispettorato del Lavoro di Napoli, per richiedere - come ha affermato in un'intervista recentemente rilasciata ad un organo di stampa nazionale - «tempestivi interventi ispettivi in determinati cantieri mai oggetto di precedenti denunce»;
tale denuncia non ha avuto alcun esito e nessun ispettore ha mai visitato i cantieri segnalati;
al contrario, Ciro Crescentini ha ritrovato, nelle scorse settimane, l'esposto presentato (e protocollato, come risulta dalla segnatura in calce al documento stesso) sulla scrivania di Giovanni Sannino, segretario della Fillea-Cgil di Napoli, che ha riferito di averlo ricevuto da Luigi Petricciuolo, componente della segreteria provinciale della Camera del Lavoro, il quale, a sua volta, lo avrebbe ricevuto dal Responsabile dell'Ispettorato di Napoli, il quale - riferisce Crescentini - si sarebbe lamentato del numero eccessivo di denunce presentate dal sindacalista;
pare discutibile, a giudizio dell'interrogante, che Sannino, invece di presentare una denuncia per violazione del segreto istruttorio, abbia diffuso una circolare per precisare che, da quel momento in poi, qualsiasi iniziativa verso le istituzioni sarebbe dovuta essere sottoposta alla conoscenza preventiva della segreteria generale;
Crescentini, in un'intervista al quotidiano Liberazione, afferma di aver ricevuto da parte della FilleaCgil una offerta di buonuscita pari a 150.000 euro con l'intenzione di convincerlo ad accettare di buon grado l'interruzione del rapporto di lavoro;
nella stessa intervista, Ciro Crescentini afferma di aver ricevuto anche un'offerta di lavoro, da parte della Cgil, per un posto di impiegato alla Cassa Edile, notoriamente un organismo paritetico non di proprietà della Cgil;
il sindacalista ha immediatamente impugnato, sul piano legale, il licenziamento -:
quale sia il giudizio del Ministro interpellato in relazione alla vicenda in parola e alla richiesta, avanzata da numerosi lavoratori e delegati sindacali in un appello recentemente prodotto, di reintegrare Ciro Crescentini al proprio posto di lavoro.
(5-01559)

Anonimo ha detto...

Giusy, non ci dobbiamo mica dimenticare di Libertino 8seg. della filt cgil)! Ho ritrovato una locandina di un convegno organizzato a poca distanza dalla lussuosa tenuta della famiglia Gravano. Era presente Nerli, Cascetta, Nausicaa


28 settembre



Ore 16.30 “Il Mezzogiorno Euromediterraneo” Porti e vie del mare: risorse per lo sviluppo



presiede:

Flora Calvanese



intervengono:

Antonio Amato, presidente Gruppo DS Regione Campania

Peppe Sarnataro, vicepresidente Commissione Trasporti – Regione Campania

Alfredo Mazzei, vicepresidente CTP

Pasquale D’Acunzi, rete Civica Campania

Antonio Domini, sindaco di Agropoli

Costabile Maurano, sindaco di Castellabbate,

Flavio Meola, sindaco di Montecorice,

Angelo Vassallo, sindaco di Pollica,

Domenico Giordano, sindaco di Casalvelino

Cesare Festa, sindaco di Pisciotta

Giovanni Stanziola D’Angelo, sindaco Centola – Palinuro,

Carmine Troccoli, sindaco di Camerota

Giuseppe Del Medico, sindaco di Sapri

Federico Libertino, segretario regionale FILT/CGIL - Campania

Giuseppe Ferrara, segretario regionale UIL – Campania

Michele Giardiello, amministratore delegato Nausicaa

Gennaro Giordano, ASI Salerno

Mimmo Volpe,vicepresidente aeroporto Pontecagnano

Francesco Nerli, presidente Autorità Portuale di Napoli

Ennio Cascetta, assessore Trasporti – Regione Campania

Anonimo ha detto...

Quanti ladri e delinquenti nella Cgil Campania(giorgio borrelli, giovanni sannino, Mike Gravano, Vincenzo Petruzziello)

Anonimo ha detto...

26 Settembre 2005
“Mediterraneo” - Cilento in luce, Agropoli 27 settembre - 2 ottobre 2005 convegno organizzato dai Ds
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Cari amici magistrati,
domandate a Federico Libertino e alla sua cognata Covertino chi finanziò quel convegno..
Ovviamente chiedete anche al Boss Michele Gravano (segretario regionale della Cgil Campania) che insieme a Luisa Cavaliere si è costruito una lussuosa tenuta agrituristica per i vip 'rossi'(di vergogna) a S.Marco di Castellabate.
Si chiama Giacaranda, la tenuta.

PS/Sull'ultimo de ' L'Espresso' si parla della rivista 'Filo di Perle' della Cavaliere finanziata con un milione di euro con i fondi europei ed oggi coperta da una Fondazione.

Anonimo ha detto...

Il Gravano ed i suoi compari, nel Cilento organizzavano anche i FORUM DELL’AGROALIMENTARE, DELLA PESCA E DEL MONDO RURALE.

Anonimo ha detto...

nell'azienda di trasporti Anm di Napoli sono state fatte assunzioni clientelari. Libertino e Gravano, non ne saPETE NIENTE? Altre assunzioni, consulenze esterne e fondi vari sono strati distribuiti dall'Ente Mostra D'Oltremare. Cara Guardia di Finanza indagate, indagate.

Anonimo ha detto...

Libertino partecipava ai convegni per garantire gli interessi di Michele Gravano il quale era presente nella società Borsa Immobiliare Napoli un'azienda della Camera del Commercio. Remeber questo convegno?
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19.12.06 - Giovedì 21 alle ore 10.00, presso la Stazione Marittima di Napoli, sarà presentato lo studio su "Lavoro e imprese nel porto di Napoli". Si tratta del primo monitoraggio delle attività imprenditoriali presenti nello scalo partenopeo e delle dinamiche occupazionali e economiche 2001-2005 effettuato dall'Autorità Portuale di Napoli. La presentazione della pubblicazione sarà l'occasione per analizzare e discutere i risultati del lavoro di monitoraggio compiuto dall'Autorità Portuale e per conoscere una realtà, quella portuale, in costante sviluppo sia sul piano dell'occupazione e sia sul piano dell'incremento di fatturato e di investimenti delle sue imprese. La pubblicazione sarà presentata dal presidente dell'Autorità Portuale, Francesco Nerli. Interverranno il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, il presidente della Provincia di Napoli, Dino di Palma, l'assessore ai Trasporti della Regione Campania, Ennio Cascetta, il presidente dell'Unione degli Industriali della Provincia di Napoli, Giovanni Lettieri, il presidente della Camera di Commercio di Napoli, Gaetano Cola, il segretario generale della FILT-CGIL, Federico Libertino.

Anonimo ha detto...

IL BOSS GRAVANO(CGIL CAMPANIA)VOLEVA ANDARE ALLA PRESIDENZA DEL PORTO..POI SONO ARRIVATI GLI ARRESTI ED IL PIANO SALTO'
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Porto di Napoli, Capogreco lascia


Scritto da Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno, 06-09-2008 08:41


La rivoluzione all'Autorità portuale di Napoli muove i primi passi. Dopo otto anni, ieri ha lasciato l'incarico il segretario generale, Pietro Capogreco: le sue dimissioni sono state formalizzate nel corso della riunione del Comitato portuale.
Capogreco si occuperò ora delle relazioni istituzionali per Alenia Aeronautica Spa (gruppo Finmeccanica). Al suo posto arriva come reggente Antonio Del Mese, dirigente dell'area Affari giuridici e contrattuali del Porto. Ma quella di Capogreco è solo una delle pedine di un puzzle più ampio che si completerà solo a metà gennaio, quando terminerà il mandato Francesco Nerli, presidente dell'Autority. E quella di Nerli è uno poltrona a cui guardano in tanti, non fosse altro perché dopo il Comune di Napoli, il Porto partenopeo è la seconda azienda della città per fatturato; una sorta di sindaco del «lato mare» che sta già scatenando molti appetiti. Ma sostituire Nerli, ex senatore del Pci, non sarà semplice: i numeri del porto negli ultimi anni sono tutti dalla sua: sono cresciuti enormemente sia per fatturato che per crocieristi, e a Nerli ne va dato atto. Ad attenderlo, a fine mandato, la carica di presidente dell'Assoporti che già ricopre, ma gli viene chiesto un impegno diverso. Così come Nerli non dovrebbe avere ostacoli nel diventare vicepresidente dell'Associazione europea dei presidenti dei Porti. La «terna» di nomi di possibili successori sarà fatta quindi a ottobre. Il sistema è questo: Comune di Napoli, Provincia e Camera di Commercio indicano tre nomi che la Regione poi concerta col ministero delle Infrastrutture. Una volta avuto l'ok sul nome prescelto, questi giunge alle Commissioni della Camera per il via libera. In caso di diniego, si riprova. Ma solo una volta, dopodiché è la sola Regione ad indicare una terna nella quale, poi, il ministro dovrà scegliere il presidente del Porto. Dunque, inevitabilmente, Altero Matteoli, ministro di An, dovrà indicare un presidente dell'Autorità portuale che gli indicherà Bassolino. Inevitabile appare però un'intesa bipartizan che, pare, trovi un equilibrio anche con la nomina del segretario generale, figura burocraticamente insostituibile nella gestione del Porto. Molti i nomi sul tappeto e quasi sempre gli stessi che circolano da mesi. Si parla di Enrico Cardillo, assessore comunale al Bilancio ed ex segretario nazionale della Uilm; di Michele Gravano, segretario regionale della Cgil; di Michele Giardiello, ex deputato Ds, oggi presidente di Nausicaa; e di Tommaso Affinita, ex presidente del Porto di Bari. Ma è su Ennio Cascetta, assessore regionale ai Trasporti, che si concentrano le maggiori attenzioni al momento. Certo, è presto e la girandola dei nomi si è appena messa in moto. Ma un ragionamento va fatto: a Civitavecchia, da un anno e mezzo, è presidente dell'Autorità portuale Fabio Ciani, ex assessore regionale ai Trasporti del Lazio che ha lasciato per andare al Porto. Stesso discorso a Genova, dove ci sarebbe dovuto andare proprio Nerli che invece ha rifiutato. E dal gennaio scorso c'è Luigi Merlo, pure lui fino a otto mesi fa assessore regionale ai Trasporti della Liguria. Discorso simile a Venezia, dopo l'Autorità portuale è presieduta da Paolo Costa, ex ministro, e parlamentare europeo che siede nella commissione Trasporti. Dunque, figure simili a Cascetta, il cui nome, però, è tra quelli che circolano anche come possibile candidato del Pd presidenza della Regione Campania. Ma in questo caso, tempi sono più lunghi.

Anonimo ha detto...

ah,Mike, Mike...quanti sacrifici per la 'fotografa'!

Anonimo ha detto...

L'inchiesta di Bari sugli ispettori del lavoro prosegue. Mentre si attendono sviluppi a Napoli
Articolo sulla pagina di Bari de 'La Repubblica'
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Lavoro nero, una multa a Farace
A Barletta ispettori sotto torchio
Una contestazione formale per una lavoratrice in nero dell´Excelsior. E un delicato accertamento sulle sue due società che al momento cammina su un doppio binario: quello strettamente contributivo, legato ai dipendenti, e quello invece più allargato che potrebbe anche sfociare in una denuncia penale. Sono queste le accuse che i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro muovono a Luigi Farace, il presidente della Camera di commercio di Bari e amministratore delle due società che gestiscono gli alberghi cittadini "Leon d´Oro" ed "Excelsior".

Dal mese di luglio, in seguito a due denunce firmate da due ex dipendenti che lamentavano irregolarità e crediti verso il proprio datore di lavoro, i Nil hanno cominciato accertamenti nei confronti delle due aziende. L´accertamento si è concluso il 31 dicembre. Ora gli investigatori stanno analizzando l´incartamento raccolto. Al momento starebbero emergendo gravi irregolarità sulla gestione delle buste page: secondo i carabinieri, cioè, il consulente del lavoro di Farace avrebbe organizzato un vero e proprio sistema parallelo di buste paga a danno appunto dei lavoratori. In una delle ispezioni, gli uomini del Nil hanno trovato una dipendente non in regola in uno degli alberghi e per questo hanno fatto una contestazione formale a Farace in qualità di amministratore.

Il nome di Farace (che non è indagato) è spuntato nell´ambito dell´indagine condotta dalla procura di Trani sul mondo della corruzione nell´ispettorato del lavoro: un suo consulente, infatti, riceveva informazioni riservati da tre carabinieri (indagati) proprio sull´ispezione in corso dei Nil nelle aziende del presidente della Camera di commercio. Per questo motivo un carabiniere, Diego Guarnaccia, è stato arrestato e nei prossimi giorni verrà ascoltato dal pm Michele Ruggiero e dal gip, Roberto Oliveri del Castillo. E proprio ieri sono cominciato gli interrogatori di garanzia. Le persone ascoltate hanno però negato tutto. Hanno detto di non aver ricevuto mai alcuna tangente, al massimo dei buoni in benzina o dei telefonini, niente soldi. Il tutto - hanno detto gli ispettori del lavoro - per ammorbidire i controlli nelle aziende o per azzerare le sanzioni.

Nel corso degli interrogatori tre persone si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: si tratta di Nicola Spacciante, Antonio Volponi e Giuseppe Gesualdo; gli altri due invece hanno respinto le accuse. Giovanni Maldera ha detto di non aver mai preso tangenti, Aldo Tangorra invece ha ammesso che la busta che si vede nel video registrato con una telecamera nascosta dai finanzieri conteneva solo dei buoni carburante, regali di un consulente, la pratica però era già stata chiusa da un suo collega. Quella di ieri è stata una giornata di interrogatori fiume in procura a Trani andati avanti fino a sera. Nell´ufficio del magistrato Michele Ruggiero sono stati ascoltati alcuni imprenditori e funzionari indagati, oltre che il direttore dell´ispettorato del lavoro di Bari Eustacchio Andrisani, in qualità di persona informata sui fatti.

Massimo riserbo sul contenuto delle sue dichiarazioni, a quanto trapela avrebbe dato disponibilità a fornire dati sulle ispezioni compiute dai suoi funzionari nel corso del 2008. Il pm vuole ricostruire le reti di complicità intorno al collaudato sistema delle mazzette, non si escludono sviluppi già nei prossimi giorni. Spunti interessanti potrebbero arrivare dagli interrogatori degli altri professionisti ai domiciliari, tra questi il consigliere provinciale del Partito democratico Salvatore Tupputi

Anonimo ha detto...

Ma voi del Mattone quando vi decidete ad rinfrescare i vostri artcoli ormai vecchi di anni?Possibile che non avete atre notizie se non quelle di molti mesi fa se non di anni?Vi siete occopati di CRESCENTINI di STANZIONE di LIBERTINO ma sapete poi che fine hanno fatto quest personaggi che hanno riempito le cronache dei maggiori quotidiani nazionali?State ancora in vacanza?Magari sotto l'ombrellone di GRAVANO oppure sotto le gambe di ERRICO?Aggiornatevi altrimenti questo mattone lo dovrete solo chiudere.



I CADUTI SUL LAVORO..